Chi indossa una divisa merita rispetto
Riflessione sugli scontri di Bologna: la protesta è un diritto, la violenza no. Desidero affidare a queste righe una riflessione nata dagli ultimi, tristi episodi di scontro avvenuti a Bologna. Credo sia doveroso premettere un principio fondamentale: il diritto di manifestare, di scendere in piazza e di esprimere anche il dissenso più acceso è un pilastro intoccabile di ogni democrazia sana che prescinde da chi c’è al Governo. Libertà di pensiero e di protesta sono conquiste che vanno difese sempre, a prescindere dal colore politico di chi scende in strada. Tuttavia, manifestare non può e non deve mai diventare un alibi per la devastazione, il degrado o lo scontro fisico. C’è un confine nettissimo che separa la protesta civile dalla violenza cieca, e quel confine è stato irresponsabilmente superato. Far danni alle città, imbrattare beni pubblici o privati e lanciare insulti e oggetti contro le forze dell’ordine non ha nulla a che vedere con la difesa di un’idea. Gli agenti di Polizia e i Carabinieri presenti in piazza sono uomini e donne che stanno svolgendo il proprio lavoro per garantire la sicurezza di tutti, spesso in condizioni di estrema tensione. Metterli costantemente al bersaglio, insultarli o colpevolizzarli a prescindere, prima ancora che la legge e gli organi competenti abbiano potuto verificare i fatti e far corso alle dovute indagini, è un atteggiamento ingiusto e pericoloso. In uno Stato di diritto la responsabilità è sempre individuale e le eventuali colpe si accertano nelle sedi preposte, non attraverso le gogne di piazza o i processi somatici sui social network. Giudicare d’ufficio e aprioristicamente «colpevole» chi indossa una divisa non fa altro che alimentare un clima di odio sterile che danneggia la società intera. Chi devasta le nostre città e attacca le istituzioni non sta difendendo la libertà: sta solo svuotando di significato le ragioni di chi vorrebbe manifestare in modo pacifico. È tempo di ritrovare il senso del limite, il rispetto per le forze dell’ordine e per la cosa pubblica, ricordandoci che senza rispetto delle regole non può esistere alcuna vera libertà.
Marco Morandi
Vobarno
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