Case popolari, il futuro passa dal Comune
La sindaca ha affermato: «Completeremo Sanpolino con 600 nuovi alloggi a prezzi abbordabili». Benissimo, da tempo richiamo in Consiglio l’urgenza di rispondere all’emergenza casa in questo modo. Ieri. Sanpolino rientrava già nella prospettiva del PRG 1998, ma si concretizzò con il Piano per l’edilizia economica popolare, del Consiglio Comunale del 3 agosto 2000. Il Piano divenne operativo con il PRG 2002 a seguito del bando per l’assegnazione di 3 lotti. Il motivo primario era offrire una risposta alla forte domanda di alloggi a prezzi calmierati per famiglie numerose, giovani coppie, lavoratori immigrati, con la volontà di completare San Polo Nuovo. Nella versione definitiva il quartiere, con una prospettiva di 6.280 residenti, sarebbe sorto su un’area di 556.260 mq, acquistata dal Comune, con una edificabilità di 237.113 mq, di cui 209.285 per costruire 1.873 alloggi, 27.878 di terziario e 6.400 di servizi di interesse generale. Completano la superficie areale 198.000 mq di verde, 127.000 di strade e 37.000 di parcheggi. Sono seguite diverse varianti. A fine 2014 questa era la fotografia del quartiere: 1.150 alloggi realizzati, di cui 675 di edilizia convenzionata venduti e 475 di edilizia pubblica, locati a canone sociale o moderato. Erano residenti circa 750 famiglie e 1.800 abitanti. In occasione della Variante Generale del PGT 2016, risultando consumati 115.968 mq di slp, il Documento di Piano assegnò all’Ambito di Trasformazione Sanpolino in adozione, 83.000 mq da edificare sulla superficie rimanente di 256.980 mq. Un taglio, mitigato in sede di approvazione con l’accoglimento di una osservazione volta a chiedere «ulteriori 15.000 mq, prevalentemente residenziali che potranno essere realizzati solo una volta esaurita la disponibilità di quanto già previsto». Circostanza mai accaduta. Anzi, con Variante al Peep 2016, l’edificabilità complessiva fu fissata in 79.800 mq, poi confermata dalla Modifica 2022, di cui 56.195 mq per la residenza. Oggi. La rimodulazione ha consentito la realizzazione del campo di atletica leggera, dell’indoor e del centro per la ginnastica artistica, per complessivi 11.750 mq. Ancora, i moderni 69 alloggi Pinqua, finanziati dal Pnrr, sono la testimonianza di un diverso approccio urbanistico rispetto al passato. 3 edifici su un’area di 7.275 mq sono pronti per essere consegnati e sommano 5.500 mq di slp. Dunque, un bel quartiere, con sempre più residenti (2.537 al 31.12.2025), ai piedi della Maddalena, lambito dal Parco delle Cave, con tanto verde, moderni impianti sportivi e una potenzialità abitativa rimanente di circa 53.000 mq. Domani. La prospettiva della Sindaca è allora verosimile, raggiungere i 1.873 alloggi della previsione 2002. Come e per chi? Il dibattito è aperto. L’Amministrazione ha annunciato il progetto 4S: sviluppo sostenibile solidale Sanpolino. Un intervento che nasce dal protocollo con Cassa Depositi e Prestiti, dentro il perimetro del Peep, che non considera la fascia Erp, bensì l’edilizia a canone convenzionato dell’housing sociale e libera. Lo studio di CDP, che metterebbe a disposizione 131 milioni, è articolato, non noto, perciò ancora da indagare. Solo due considerazioni, dunque. La prima, se 69 alloggi Pinqua sono costati 25 milioni, con i 131 di CDP ne realizzi 350. Come finanziare i restanti 250? Nemmeno l’esposto 25% di edilizia libera manda in meta l’obiettivo dei 600. La seconda, è autorizzabile il piano di CDP su aree pubbliche, acquistate con denari pubblici per la realizzazione di alloggi popolari? Non credo senza un passaggio in Consiglio. Quindi mi aspetto che la politica si appropri della sua funzione, che si giunga al confronto sul protocollo CDP in ogni sede utile e contestualmente si disegni la variante al PGT. Brescia ha fame di alloggi. Non si perda tempo, perché se davvero l’Europa dovesse dare seguito a un Pnrr casa e se non è la solita bugia l’annuncio governativo di 10 miliardi in 10 anni per realizzare o riqualificare 100.000 nuovi alloggi a canone calmierato, dobbiamo essere pronti a cogliere l’occasione del finanziamento pubblico e non solo di un istituto finanziario, ancorché controllato dallo Stato. La nostra storia, dai villaggi Marcolini alla tradizione cooperativa edilizia, è ricca di buone prassi. Da recuperare. Come dire che il futuro di Sanpolino può essere scritto ancora una volta dalla partecipazione, non da una holding. Per realizzare abitazioni di proprietà e in affitto, con standard qualitativi superiori e prezzi accessibili. La mia esperienza è da sempre dentro questa storia.
Fabio Capra
Consigliere Comune di Brescia
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