Cara nonna Mari, quanto mi manchi. Ma sei dentro me
Carissima nonna Mari, ci sono tante cose che voglio dire e che oggi sento il bisogno di esprimere perché, anche se non sei più qui, il tuo ricordo vive ogni giorno dentro me. Sei una delle persone più importanti della mia vita. Fin da quando ero piccola sei stata il mio rifugio, il mio porto sicuro, quella presenza forte, capace di farmi sentire amata e protetta. Casa tua è stata per me, il luogo dove potevo essere me stessa, senza paura di essere giudicata, sapendo di trovare comprensione, pazienza e tanto amore. Io e te abbiamo una differenza di età pari a mezzo secolo, ma tu sei sempre riuscita a comprendere ciò di cui avevo bisogno in quel preciso momento, soltanto guardandomi negli occhi. Il giorno in cui te ne sei andata è stato uno dei più dolorosi della mia vita. Hai lasciato un vuoto immenso, che sembra non finire. Impossibile accettare di non sentire più la tua voce che mi riprende per il mio essere ribelle e istintivo, di non poter più bussare alla tua porta, o ricevere una tua telefonata. In quel maledetto giorno è come se avessi perso un pezzo del mio cuore. Innumerevoli i tuoi ricordi che susseguono imperterriti nella mia mente, li conserverò fino alla fine dei miei giorni, come tesori nascosti. Tu sei nata da una famiglia di umili origini contadine, hai perso la madre a soli cinque anni e hai vissuto un’infanzia burrascosa, priva di qualsiasi amore gioia e felicità. Tu hai formato una grande famiglia, ben sette figli, e hai trascorso una vita semplice, pregna di sacrifici, sofferenze e duro lavoro; hai sempre assistito le persone anziane, bisognose di supporto con diligenza e serietà; hai subito un profondo dolore per l’ingiusta e prematura perdita di uno dei tuoi figli maschi. Sempre circondata dalle tue amiche, che ricordo con simpatia e grande affetto, con le quali condividevi momenti di festa. Sei stata un’istituzione per la comunità di Lograto, in cui hai vissuto intensamente quasi un secolo: madrina degli Alpini, che, con onore e nostalgia, ricordano il tuo incommensurabile operato svolto sempre con umiltà e bontà d’animo. Sei l’emblema di una generazione incontaminata, ma purtroppo in via di estinzione, di fronte alle difficoltà quotidiane della vita, ti sei sempre rialzata ancora più forte di prima. Tu, «donna di una volta», con un’immensa fede religiosa, con la tua calligrafia in corsivo perfetta hai sempre brillato di luce propria. Durante tutta la tua esistenza terrena, sei stata unica ed insostituibile, una vera e propria forza della natura. Si dice che il tempo curi anche il dolore, ma io penso che non sia così vero. Il tempo lo fissa in un momento ben preciso. E da lì torna sempre. Quando la mente scivola nel passato, ecco, è lì che ritrova intatto quel dolore. Una persona speciale non ci lascia davvero quando se ne va, ma continua a vivere nei ricordi, nei valori che ha trasmesso in famiglia e nelle piccole cose che facciamo ogni giorno. In tanti gesti ritrovo qualcosa di te e questo mi fa sentire che, in fondo, sei ancora accanto a me. Grazie per il bene immenso e per i valori che mi hai trasmesso, e che sono andati persi ormai, nella società odierna, li porterò sempre con me e cercherò di trasmetterli a mio figlio. Mi manchi ogni giorno di più nonna, ma so che in qualche modo continui a vegliare su di me. Ti porto sempre nel mio cuore e, finché io avrò memoria, una parte di te continuerà a vivere dentro di me. Sarai la mia regina per sempre.
Tua Luisa
Cara Luisa, «per sempre» è una distanza lunga, ma al cinismo della contabilità adulta opponiamo i sentimenti che proviamo per la nostra, d’una nonna. Si chiamava Eudemia e se n’è andata ch’eravamo ancora ragazzi, ma è proprio vero: una parte di loro vive sempre in noi. All’inizio è una mancanza che brucia, poi quella presenza intima trasforma il dolore in dolcezza e i mille pezzi in cui s’infrange il cuore trovano modo di ricomporsi. Con gioia della stessa Mari, ne siamo certi, poiché in quanto nonna non potrebbe provare dispiacere più grande di sapere lei abbattuta. Un abbraccio.
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