Lettere al direttore

Biglietti ai musei. Ecco tutto ciò che c’è da sapere

La lettera indirizzata al giornale dal signor Picciotto a tema «biglietti Musei Civici di Brescia» permette di dedicare un approfondimento, onde fare chiarezza in generale sui sistemi di bigliettazione, e in particolare sul quadro bresciano. È utile intanto ricordare che i biglietti di qualunque museo concorrono solo alla copertura di una minima parte dei costi connessi alla gestione e valorizzazione del patrimonio e degli immobili museali. L’imposizione di una tariffa d’ingresso non deve mai essere considerata in assoluto, ma sempre parametrata al contesto di riferimento, all’offerta museale ed espositiva, e alla visitor’s experience proposta dall’Istituzione, e finalizzata agli obiettivi di strategia culturale dell’Ente. Il costo per l’accesso ai musei in Italia è tra i più contenuti (alla luce dello straordinario patrimonio proposto), anche con riferimento ad altri generi di consumo culturale, rispetto agli altri paesi europei o agli Stati Uniti. Se a Brescia vedere un film nel fine settimana può costare 12 euro, un posto in platea al teatro 29 euro, visitare il Parco archeologico di Brescia Romana, il Museo di Santa Giulia, la Pinacoteca Tosio Martinengo, il Museo delle Armi Luigi Marzoli e il Museo del Risorgimento costa solo 19 euro, e il biglietto ha una durata pluri mensile per consentire il ritorno in città dei turisti e favorisce dinamiche di turismo culturale ripetuto, soprattutto da parte del pubblico di prossimità. Il costo scende a 15 euro - sempre per il tagliando intero - se si esclude il Parco archeologico che ha delle modalità di accesso contingentate e dei costi di guardiania particolarmente alti rispetto all’ospitalità che può concedere. Oltre all’ingresso nei musei, con questa cifra i visitatori possono beneficiare - caso raro - delle curatissime audioguide gratuite in italiano e in lingua inglese, dedicate sia al pubblico adulto che ai bambini, e tutti i bambini ricevono in omaggio l’activity-book per giocare nei musei. Queste cifre però possono trarre in inganno perché riguardano solo circa il 20% del pubblico pagante: infatti i Musei Civici bresciani hanno delle tariffazioni particolarmente vantaggiose per specifiche categorie di utenti, la cui presenza si vuole agevolare: gli under 26 ad esempio entrano con 8 euro. Di più, i musei bresciani sono tra quelli che a parità di offerta propongono un costo per le scolaresche tra i più bassi in Italia, pari a soli 4,5 euro a bambino, senza imposizione di alcuna visita guidata obbligatoria, o affitto di radio guide. Si aggiunga che nei quattro mesi estivi i musei del Castello, che vivono in osmosi con il parco del Castello, sono proposti al prezzo di un biglietto famiglia particolarmente vantaggioso di 30 euro per l’intero nucleo che include anche la experience in Virtual reality realizzata per il Museo del Risorgimento. Perché il lettore sia informato il biglietto delle Gallerie degli Uffizi costa 29 euro e vale un solo giorno, quello di Palazzo Ducale a Venezia 35 euro, di Brera a Milano 20 euro. La Cappella degli Scrovegni e i Musei civici di Padova si visitano con 16 euro. Il Vittoriale a Gardone con 18 euro. Il sistema museale bresciano è su questi livelli per varietà enciclopedica: dall’eccellenza mondiale dell’archeologia, come la Vittoria Alata, ai due Raffaello della Pinacoteca Tosio Martinengo - unico museo del Nord Italia ad avere due dipinti dell’Urbinate. Il valore da considerare per una valutazione sul costo del biglietto è quindi il valore del biglietto «medio» che è inferiore, nei nostri musei, a 7 euro a visitatore in ragione delle suddette riduzioni e delle politiche di facilitazione per i pubblici speciali. Di più: dal 2023 i residenti nel Comune di Brescia entrano senza alcuna limitazione tutto l’anno gratuitamente, e questa possibilità viene estesa da quando è stata istituita, ad agosto e a dicembre, anche ai residenti della Provincia. L’obiettivo della direzione museale dunque non è quello di penalizzare in nessun modo la comunità di patrimonio a cui il museo afferisce, ma di far apprezzare giustamente, a chi viene a investire sul territorio centinaia o migliaia di euro, da turista, che anche i musei hanno bisogno del suo sostegno. Ciò è tanto più vero per un sistema così ampio composto da oltre 15.000 metri quadri espositivi complessivi a cui si aggiungono, spesso, delle mostre che sono proposte gratuitamente. Il turista che si recasse oggi in uno dei musei bresciani, ammesso che rientri nel 20% degli utenti paganti che contribuiscono con il biglietto intero da 15 euro, otterrebbe un tagliando che ha valore fino alla fine dell’anno solare e che gli consente un ingresso in tutti i musei già citati, l’audioguida gratuita per visitarli bene, e, solo per citare quelle attualmente allestite, la visita gratuita alla mostra di una delle più importanti fotografe naturaliste al mondo, Cristina Mittermeier, realizzata da National Geographic; la mostra antologica diffusa al Museo di Santa Giulia dell’artista camuna Franca Ghitti; la mostra fotografica dedicata al Bicentenario della Vittoria Alata, con oltre quaranta lavori di grandi fotografi italiani dedicati alla nostra dea. Il biglietto unico è stato creato nel 2025 in esito a un lungo percorso di valorizzazione iniziato dopo la pandemia, culminato con la Capitale della Cultura, finalizzato a far comprendere come il sistema museale sia un ecosistema in cui la visita alla Vittoria Alata non può prescindere dall’approfondimento della sezione romana di Santa Giulia, tanto quanto la storia del monastero con gli affreschi di Ferramola non può essere capita senza lo sviluppo della grande pittura di realtà in Pinacoteca, nel suo dialogo con Raffaello, fino ai grandi maestri italiani dell’Ottocento. E la visita al Museo di Santa Giulia, che culmina con la caduta della Serenissima, non può essere completa se non si estende l’orizzonte all’Ottocento del Museo del Risorgimento e al necessario compendio del museo di cultura materiale di territorio legato al grande patrimonio armiero: il Museo delle Armi Marzoli. A questo scopo viene regalata a tutti i visitatori una guida breve che incoraggia all’ampliamento dell’esperienza di visita. Il nostro compito è incoraggiare all’esplorazione delle Collezioni bresciane e dunque garantire la visita a tutto il Polo. Tanto più che quando è stato istituito, nel 2025 il costo del biglietto non è stato modificato rispetto al costo che era già in vigore per vedere il solo Museo di Santa Giulia. La Fondazione Brescia Musei è interessata a innalzare la reputazione del sistema museale, producendo centinaia di eventi di grande qualità che sono quasi sempre gratuiti - e intuitivamente dedicati soprattutto ai residenti, il nostro primo pubblico da quando la città ha deciso di investire così tanto nel welfare culturale attraverso i musei. E questo sistema deve anche essere sostenuto dagli utenti finali, specie se non sono «proprietari», come i residenti. La consultazione della newsletter settimanale o del nostro sito web chiarisce quotidianamente la quantità di opportunità che grazie anche a queste risorse offriamo gratuitamente. Nello stesso tempo, grazie alle gratuità estese alla Provincia, il progetto museale è democratico per il territorio, e inclusivo anche per i turisti interessati che venendo da fuori possono beneficiare di una mezza dozzina di giornate di gratuità universale ogni anno: il giorno di San Faustino, il giorno del proprio compleanno, la Giornata Internazionale dei musei - 18 maggio -, la Notte bianca della cultura - quest’anno il 3 ottobre -, il giorno di Natale.

Stefano Karadjov

Direttore Fondazione Brescia Musei

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