Battista Giangrossi antifascista e monarchico
In realtà Battista Giangrossi non ha mai potuto votare per il re, il 2 giugno 1946 non aveva nemmeno 10 anni. Fino a che è esistito il partito monarchico ha però sempre votato per Alfredo Covelli e simpatizzato per Achille Lauro. Uomo fuori dalle vicende e dalle dinamiche socio culturali quindi, visto che Battista ha vissuto e lavorato in un grosso centro della provincia bresciana che tutto può essere stato fuorché filo monarchico? Niente affatto. Negli anni ’50 è uno stretto collaboratore di don Amedeo Bacca nella gestione delle attività oratoriali. Negli anni ’60 è uno dei principali animatori del «Ferragosto Ghedese», manifestazione che fece conoscere «live» ai ghedesi, Albano, Orietta Berti, Caterina Caselli, Dino e gli «assi del ciclismo» che allora andavano per la maggiore. Nel periodo del fiorire delle iniziative culturali «dal basso» promosse la nascita del circolo «Il Ramarro». Fu altresì un socio fondatore della sezione dell’Avis di Ghedi. Adesso a novant’anni suonati, memoria storica del paese, deve accontentarsi dei ricordi, ma per noi tutti, a prescindere dal proprio orientamento politico, rappresenta un esempio di quei principi di inclusione e partecipazione che la Costituzione ha permesso e favorito in questi ottant’anni di vita. Lui, antifascista, non ha mai abbandonato la sua fede monarchica, ma questo è, casomai, un simbolo e un segnale di grande attualità e modernità della Costituzione che solo per i superficiali è uno strumento obsoleto e che meriterebbe, invece, un maggior rispetto.
Ludovico Guarneri
Ghedi
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