Basta cemento, bisogna investire nel verde pubblico
Negli ultimi 20 anni, a forza di sentirci raccomandare di ragionare in prospettiva di medio e lungo termine, abituati ad ascoltare e leggere dibatti sui piani per il 2030, il 2040 ed il 2050 come il Pnre ed il Pniec, ci stiamo perdendo il domani mattina! Oggi, in vero, dobbiamo prioritariamente pensare di cosa preoccuparci fra 4 mesi, fra 10 mesi (non anni ma mesi!), dando ascolto alle recentissime urgenze: come deve proteggersi la nostra città da calore eccessivo, da grandinate spaventose, da siccità preoccupanti mentre le tubazioni perdono acqua, da crolli di alberi ed edifici, da venti anomali, ecc.?! Come migliorare l’uso del verde pubblico (piante, siepi, rampicanti, aiuole, coperture, ecc.), come utilizzare materiali semipermeabili per il depaving, ecc. Non si può continuare ad asfaltare con bitume o cemento marciapiedi, piazze e strade! Bisogna lasciare respirare la terra. Il nostro territorio ha bisogno di interventi freschi e di manutenzione. È estremamente triste vedere le piante messe a dimora lo scorso anno ed oggi già seccate. Il territorio va controllato e curato da specialisti del verde, oltre che dal buon comportamento dei privati, che sarebbe opportuno curassero i loro balconi ed i loro giardini. Solo così con una vera e concreta sinergia fra pubblico e privato, si fa spendere la nostra città.
Alessandro Belli
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