Bandi regionali. Mi pare vengano fatti su misura
Il giorno 30 giugno 2026 mi sono imbattuto nella lettura di un articolo sul Giornale di Brescia che pubblicizzava una distribuzione di risorse pubbliche da parte di Regione Lombardia alle Comunità montane, finalizzate alle montagne bresciane ed in particolare parlava di risorse per finanziare investimenti a favore delle aziende agricole del territorio. Peccato che per uno come me, che segue spesso le questioni agricole, i rispettivi bandi, le opportunità del settore citato e che soprattutto ha seguito il flusso di queste risorse fino in fondo, posso dire che spesso queste risorse non arrivano alle aziende agricole del territorio, se non in minima parte. Questo vorrei ribadirlo e mettere a conoscenza anche il consigliere di Regione Lombardia Floriano Massardi, portatore della notizia dell’articolo. L’esempio emblematico è il bando che è stato gestito dalla Comunità montana di Valle Trompia (legge R. 315/208 art. 24 «Interventi a sostegno dell’agricoltura in aree montane - anno 2026») il quale ha evidentemente favorito le amministrazioni comunali, tanto che dei 71.964,97 euro a disposizione sono andati 63.995,02 euro a 3 amministrazioni comunali ed i restanti 7.969,95 a 3 aziende agricole del territorio. Credo che le cifre parlino da sole. Tale dato trova riscontro nella delibera di Giunta n. 88/2026 (approvazione graduatoria delle domande ricevute) e nella determina n. 269/2026 (determina di impegno di spesa delle domande finanziate) di Comunità Montana di Valle Trompia. Personalmente ritengo che la gestione di questi bandi, che cambiano annualmente i criteri di attribuzione dei punteggi, i limiti di contribuzione, percentuali di cofinanziamento e punteggi attribuibili (questo è un dato di fatto e che non ritengo corretto), sembrano fatti per indirizzare le risorse alle diverse necessità che annualmente si intende finanziare e comunque, spesso, non a vantaggio delle aziende agricole del territorio, come recita l’articolo in questione.
Lettera firmata
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