Auto elettriche, multe inaspettate sulle strisce blu
Auto elettrica a Brescia: due multe in un giorno per un permesso «illimitato» che nessuno mi ha detto essere scaduto. Nel 2023 ho fatto quello che da anni ci chiedono le istituzioni: sono passato all’auto elettrica. Il Comune mi ha rilasciato un permesso, regolarmente pagato, con una frase che ricordo bene perché era scritta nero su bianco nell’e-mail di Brescia Mobilità: «Durata illimitata». Sul contrassegno da esporre in auto si legge ancora oggi che il veicolo è esente dal pagamento delle strisce blu su tutto il territorio comunale. Lunedì ho ritrovato la mia auto con due multe. La prima alle 10.15, la seconda alle 15.09. Stesso posto, stessa auto, stesso permesso esposto bene in vista. Ho chiamato la Polizia locale, convinto che fosse un errore. La risposta: da agosto quel permesso non vale più sulle strisce blu. L’ha deciso il Comune, ed è scritto sul sito. Sul sito, appunto. A me non è arrivato niente: né un’e-mail, né una lettera. Eppure il Comune ha il mio indirizzo e-mail, perché è lo stesso a cui mi ha mandato il permesso. Sarebbe bastato un messaggio di due righe. Invece, a quanto pare, dovevo essere io a controllare ogni tanto se un permesso senza scadenza fosse ancora valido. Ma quello che mi ha fatto più arrabbiare è la seconda multa. Chi l’ha scritta sapeva della prima, l’ha addirittura annotato. Bastava un minimo di buon senso per capire che non c’era nessun furbo da punire, ma solo un cittadino che non era stato avvisato. Chi guidava era al lavoro e non poteva accorgersi di nulla. Invece, un’altra multa. Non è una questione di soldi. È una questione di rispetto. Le sanzioni dovrebbero servire a educare e a garantire la sicurezza, non a fare cassa su chi è in buona fede. Qui l’unico errore è stato dell’Amministrazione, che ha cambiato le regole senza dirlo a chi ne era direttamente coinvolto.
Federico Festa
Chiari
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