Italia e Estero

Politiche 2022: le mappe interattive per analizzare la vittoria di Fratelli d'Italia

Nel Bresciano lo tsunami FdI travolge Lega, FI e centrosinistra. Delusione Pd, Calenda non sfonda
La leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
La leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Trionfa Fratelli d’Italia, subisce una batosta storica la Lega, crolla Forza Italia, si lecca le ferite il Pd, si afferma ma non sfonda il terzo polo di Calenda, tiene il Movimento Cinque stelle. È la fotografia del risultato elettorale nel Bresciano, con alcuni distinguo fra città e provincia. Subito, però, un dato: il calo dell’affluenza. Dall’82% del 2013 al 77,7% del 2018 al 73,1% di domenica. Una partecipazione fra le più alte d’Italia (63,7%), a conferma dell’affezione dei bresciani al voto, che però va continuamente calando.

Urge una riflessione seria (seguita da comportamenti coerenti) sul distacco progressivo dei cittadini dalla politica, per altro già evidente in campagna elettorale.

Plebiscito

I bresciani confermano, con numeri da plebiscito, la storica preferenza per il centrodestra. Stavolta, però, hanno premiano FdI a discapito di (soprattutto) Lega e FI. Una ridistribuzione dei voti all’interno della coalizione, con il partito di Giorgia Meloni che ha succhiato voti agli alleati.

È andata così in tutto il nord ovest e il nord est. FdI ha più che doppiato il Carroccio. I dirigenti leghisti bresciani, alla vigilia, ostentavano fiducia, non solo di maniera. Suggestionati dalle simpatie raccolte nelle piazze e nei mercati e dalla folla di Pontida, pensavano di poter limitare l’emorragia dei voti verso la destra, conservando la leadership nel Bresciano. Non è andata così. Cinque anni fa, nel collegio proporzionale alla Camera, i leghisti avevano raccolto il 33,2% delle preferenze; in quello del Senato il 34%. FdI, per fare un confronto, era rispettivamente al 4,6% e al 4,4%.

C’è un dato che dice tutto. Nel 2018 la Lega era stata il partito più votato alla Camera in 202 Comuni su 206, domenica ha mantenuto il primato solo a Saviore, Paspardo e Valvestino. Meno di briciole. Al Senato lo stesso: conserva la percentuale più alta solo in cinque paesi. Dalle Valli alla Bassa decine di migliaia di bresciani hanno abbandonato il Carroccio. Che va male anche nel capoluogo: addirittura al quarto posto con il 10% dopo Pd, Fdi, Azione-Italia Viva.

Brescia e le riflessioni in vista delle Amministrative

Discorso a parte merita Brescia città. Alla Camera il primo partito è Fratelli d’Italia con 22.668 voti (24,11%), seguito dal Pd con 22.089 (il 23,5%). Al Senato situazione ribaltata: Pd in testa (22.491 voti, il 23,89%) e FdI a una incollatura (22.108, il 23,48%). Al terzo posto l’alleanza fra Azione ed Italia Viva, che ha conquistato un bottino lusinghiero, il 13%. La Lega è quarta con il 10%. Forza Italia scende in sesta posizione, dietro ai Cinque stelle.

Sono numeri che si proiettano sulle prossime elezioni amministrative di primavera in Loggia. La collocazione dell’alleanza Calenda-Renzi sarà decisiva. Nel campo del centrodestra ieri Matteo Salvini ha ribadito la candidatura del leghista Fabio Rolfi, assessore regionale. Parlando delle elezioni amministrative del 2023, ha osservato che «una cosa intelligente da fare sarà un election day regionali-comunali, altrimenti si rischia di andare a votare per alcune regioni a marzo e per alcuni Comuni ad aprile, per città anche importanti come Brescia dove c’è già in campo un candidato valido come Fabio Rolfi». La candidatura di Rolfi, tuttavia, non è ancora stata ufficializzata. Dovrà passare attraverso il confronto con Fratelli d’Italia, con rapporti di forza ben diversi rispetto a prima.

Quanto al centrosinistra, il candidato ancora non c’è. Oggi, in una conferenza stampa, il sindaco Emilio Del Bono commenterà i risultati, anche in prospettiva Loggia 2023. Ieri, in calce ad un post su Facebook, ha ribadito che soltanto unendo le forze si vince. Un’affermazione generica, che tuttavia indica una strada. Le elezioni amministrative sono una cosa diversa da quelle politiche, ma la crescita impetuosa di FdI preoccupa il campo avversario.

Il Partito Democratico in provincia

In provincia il Pd continua ad essere una presenza elettorale ampiamente minoritaria. Ha vinto solo a Collebeato (Camera e Senato) e a Cedegolo (al Senato), dove ha fatto da traino Pierluigi Mottinelli, già sindaco del paese.

I pentastellati

I Cinque stelle, invece, confermano il loro debole radicamento nel territorio bresciano. Quanto a Forza Italia sono davvero lontani i tempi dei risultati a due cifre.

Verso le Regionali

Un’ultima nota, che riguarda l’orizzonte lombardo. Salvini ha più volte ribadito la candidatura di Attilio Fontana per la presidenza bis della Regione. Anche in questo caso, tuttavia, è difficile pensare ad un confronto che non tenga conto dei nuovi equilibri nel centrodestra. Dipenderà, anche, dagli accordi sul governo. E da Giorgia Meloni, vincitrice assoluta della sfida di domenica.

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