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Italia ed Estero

CONTRO LE POLEMICHE

«La partita delle mascherine è risolta, ora anche dal tabaccaio»


Italia ed Estero
23 mag 2020, 15:07
Un uomo legge le indicazioni sui dpi fuori da una farmacia - Foto Ansa/Maurizio Brambatti

Un uomo legge le indicazioni sui dpi fuori da una farmacia - Foto Ansa/Maurizio Brambatti

«Che le cose siano così, non vuole dire che le cose debbano andare cosi. Quando si tratta di rimboccarsi le maniche e cambiare c'è un prezzo da pagare, è allora che si preferisce lamentarsi piuttosto che fare». Con le parole di Giovanni Falcone, nel giorno del ricordo del giudice antimafia, il commissario straordinario all'emergenza, Domenico Arcuri, ha aperto la consueta conferenza stampa per illustrare il lavoro fatto e i programmi futuri.

Dopo settimane di polemiche, in piena emergenza coronavirus, oggi Arcuri ha messo la parola fine, o almeno ci ha provato, sul tema mascherine: «La partita delle mascherine è risolta, ci abbiamo messo due settimane, abbiamo un campionamento delle farmacie che ci dà un risultato confortante. Sono tante o sono poche due settimane ce lo dirà la Storia - ha aggiunto - ma il prezzo è rimasto a 50 centesimi, oggi la salute non ha il costo che aveva prima, anzi un costo più basso essendo riusciti ad azzerare l'Iva. Non c'è piu' differenza di classe e reddito, tutti possono acquistare le mascherine ad un prezzo che non è né alto né basso ma giusto». «Continuiamo il nostro lavoro: questa settimana distribuiti 43 milioni di mascherine, solo giovedì ne abbiamo distribuite 10 milioni. La nostra situazione prosegue senza rallentamenti ma rispettando le aspettative. Da ieri i primi 20 mila tabaccai distribuiscono le mascherine chirurgiche a 50 centesimi». 

Mascherine che saranno distribuite anche nelle scuole, come ha assicurato il commissario: «Con la ministra Azzolina stiamo predisponendo le dotazioni di dispositivi di sicurezza che devono essere disponibili in tutte le scuole il 17 giugno quando inizieranno gli esami di maturità, esami che devono essere fatti in assoluta sicurezza».

Archiviata la questione, Arcuri ha anticipato che «il nostro banco di prova della prima macchina di produzione di mascherine ha terminato il suo lavoro, ha iniziato a produrre le mascherine, ne produrrà 2 milioni a settimana, sono chirurgiche di tipo 2. Sono un prodotto in linea con i requisiti sanitari e con questa produzione da settembre potremo avere 20 milioni di mascherine al giorno e poco dopo fino a 31 milioni». «Martedì firmerò, con il ministro Bonafede, il protocollo per avviare la produzione di mascherine nelle carceri. Abbiamo acquistato otto macchine per produrle: le prime due saranno installate nel carcere di Bollate, che ne riceverà altre. Infine due andranno nel carcere di Salerno e due a Rebibbia».

Da lunedì partirà l'esame sierologico con il personale della Croce rossa, «sarà l'indagine campionaria più massiccia, 150 mila italiani ci aiuteranno a capire di più di come si comporta il virus per saperlo fronteggiare meglio: aspettiamo con ansia i risultati» ha spiegato augurandosi che «i reagenti non diventino le mascherine della Fase due». «Abbiamo fatto una richiesta nazionale e internazionale che si è conclusa nei giorni scorsi, lo stato dell'arte è che in Italia sono stati fatti in media 63 mila tamponi al giorno, ieri 75.380, malgrado gli scettici siamo il Paese che fa più tamponi al mondo», ha sottolineato. «Per fare i tamponi servono anche i reagenti o dei kit, il ministero della Salute sta rivedendo la strategia di contenimento anche su questo punto. Dobbiamo trovare il maggior numero di reagenti». Alcune analisi, però, dicono che il numero di tamponi in Italia non è sufficiente.

In vista dell'estate il commissario, contando sul «buonsenso dei governatori» auspica vacanze in sicurezza: «È indispensabile garantire il turismo soprattutto al Sud, non penso servano patenti di sicurezza, serve collaborazione». Infine conferma che «l’app Immuni arriverà a cavallo della fine del mese, mancano 8 giorni e non ci sarà nessun ritardo».

E, a proposito delle polemiche sul click day del bando Impresa Sicura, gestito da Invitalia di cui è amministratore delegato, ha detto: «Non c'è stato alcun corto circuito o cattivo funzionamento del sistema. Io penso che sia giusto dare alle imprese, nei limiti del possibile, un rimborso per gli oneri sostenuti sui dispositivi per mettere in sicurezza. Credo che ci sia, nelle nostre esperienze e nelle nostre storie, la capacità di comprendere se la rilevanza di questa misura sia tale, per cui va replicata o modificata. Non spetta a Invitalia deciderlo».

 

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