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L'AGGIORNAMENTO

Ci sono nuovi dettagli tecnici su come funziona l'app Immuni


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16 mag 2020, 18:05
Le schermate di benvenuto dell'app Immuni, sviluppata da Bending Spoons

Le schermate di benvenuto dell'app Immuni, sviluppata da Bending Spoons

Dopo settimane di incertezze, il Ministero dell'innovazione ha pubblicato sulla piattaforma Git Hub un documento dettagliato che spiega meglio - anche se in inglese - il funzionamento tecnico dell'app Immuni, che è stata scelta dal governo per tracciare il contagio da Covid-19 in Italia, al fine di contenere l'epidemia e prevenire la formazione di nuovi focolai d'infezione.

Vediamo quali sono le novità sul prodotto digitale sviluppato dall'azienda milanese Bending Spoons, che sarà disponibile gratuitamente da fine maggio (la data più gettonata per il rilascio sembra essere venerdì 29) e scaricabile sui telefonini degli italiani.

 

Come scaricarla e quali dati inserire

L'unico dato personale richiesto sarà la provincia di riferimento

Il download di Immuni sarà gratis per smartphone Android e iOs, mentre in un primo momento non sarà disponibile per altri dispositivi molto meno diffusi, come i Windows phone. L'utilizzo dell'app è consentito a persone che hanno compiuto i 14 anni e richiederà l'inserimento della provincia in cui si vive. Tra le autorizzazioni da dare, oltre al consenso al trattamento dei dati, il cittadino dovrà confermare l'adesione al progetto su base volontaria.

 

La tecnologia

L'utente dovrà attivare il bluetooh e dare il consenso all'invio di notifiche

Come era già noto, l'app si baserà sul sistema Bluetooth Low Energy (che consuma, appunto, poca batteria). Ogni volta che due persone che hanno scaricato Immuni sui loro cellulari entrano in contatto per più di cinque minuti, dai loro dispositivi si genera un codice crittografato e non riconoscibile che incrocia quello dell'altro in modo anonimo. In gergo tecnico questo scambio si chiama digital handshake (stretta di mano digitale) e viene memorizzato sui rispettivi smartphone.


L'anticipazione di alcune schermate dell'app Immuni

L'archiviazione dell'incontro, dunque, resta decentralizzata, cioè non viene inserita in nessun database generale, pratica che avrebbe potuto esporre i dati a un maggior rischio di violazione della privacy. Importante sottolineare che la chiave di riconoscimento legata a un utente varia in continuazione, dunque non sarà possibile associarla a quella specifica persona. Inoltre, Immuni registra gli incontri per un massimo di 30 minuti, come prescrivono i protocolli di Apple e Google, in modo da non permettere di ricostruire la durata delle frequentazioni e la loro ripetitività.

 

Se un utente risulta positivo al coronavirus

La notifica di alert con cui Immuni avvisa una persona di essere a rischio contagio

In caso un utente, una volta eseguito il tampone, scoprisse di essere malato di Covid-19, volontariamente deve compilare un apposito campo dell'app. Secondo quanto riportato dal documento in Git Hub, il cittadino in questa operazione sarà assistito dal personale sanitario. In un'apposita sezione, l'utente troverà una password utilizzabile una volta sola (one time password) che dovrà comunicare - non si sa ancora come, probabilmente per telefono - a un addetto Ats che lo aggiungerà a un database e che chiederà un clic di conferma. In quel momento, gli smartphone che sono entrati in contatto con il malato riceveranno una notifica di alert, con le indicazioni su cosa fare. Va da sé che il tracciamento delle nuove infezioni, in base al numero di notifiche inviate, consentirà di prevedere quanti posti in terapia intensiva potrebbero rendersi necessari nelle ore successive, quanti tamponi è probabile che saranno eseguiti e altre previsioni di tipo sanitario.

 

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