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Italia ed Estero

OLTRE IL SISMA

Gualdo, prima campanella bresciana. Con visita... dal Giappone


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18 set 2018, 11:09

La prima campanella della nuova scuola di Gualdo è suonata. E nell'aria del piccolo comune marchigiano ferito dal sisma del 2016 ha portato anche un po' di brescianità.

Nella loro innocenza i bimbi e i ragazzi gualdesi hanno affrontato questo primo giorno con serietà e rilassatezza. Un giorno normale tralasciando lo stupore per la bellezza di luce e muri del moderno istituto. Quello che è stato costruito dal nulla grazie alle 3.509 sottoscrizioni raccolte tra i lettori del Giornale di Brescia, nell'ambito dell'operazione solidale «Non lasciamoli soli».

Il sindaco di quello che è ormai divenuto il 206esimo comune bresciano, Giovanni Zavaglini, era nel giardino dell’edificio già dall’alba e, idealmente, ha partecipato a questa prima volta anche l’assessore di Brescia Valter Muchetti, che sabato, con la fascia tricolore, era presente all’inaugurazione della scuola, costruita grazie alla solidarietà bresciana. Tra i docenti anche Elisa Cavagna, l’insegnante lumezzanese che cura le classi della scuola dell’Infanzia.

Un ultimo dono ai bambini, consegnato dal direttore del Giornale di Brescia e Teletutto, Nunzia Vallini: il libro, offerto da Giovanni Quaresmini, «La generosa rondine del castello di Padernello». Un testo che narra la storia di una rondine a cui sono affidate due spighe da consegnare ai bambini dell’Etiopia. Volando incontra altri uccelli a cui spiega la sua missione. «Ognuno deve fare la sua parte» e qualcosa accadrà: il messaggio della rondine, diretto verso l’Africa, raggiunge anche i bambini di Gualdo.

Quando è scesa la sera nella piazza di Gualdo ecco anche tre forestieri, colpiti dalla tecnologia e dall’eleganza architettonica della nuova scuola. Si tratta del primario di una clinica ortopedica di Tokyo, Kenji Mitsuda, venuto in visita con la moglie e la figlia e un dono di mille euro in una piccola busta marrone. Tornato in Italia dopo 40 anni e finito a Gualdo grazie ad una amicizia.

I bambini, all’uscita del primo giorno di scuola, hanno lanciato al cielo le loro grida di libertà. Tutto è tornato quieto e normale. Ognuno in paese ha sentito il suono di questa prima campanella: un suono che sa di rinascita

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