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Val Genova, dopo la colata detritica accesso resta chiuso. Recuperati i veicoli

TRENTO, 29 GIU - Prosegue il lavoro di monitoraggio in Val Genova, in Trentino, dopo la colata di detriti che, nel pomeriggio di sabato 27 giugno, ha interessato il rio Dosson. In via prudenziale resta in vigore il divieto di accesso al tratto di valle compreso tra località malga Caret e Bedole, come previsto dall'ordinanza del sindaco di Strembo, per evidenti ragioni di sicurezza. Il divieto riguarda tutti i frequentatori della valle, compresi escursionisti e ciclisti. Intanto, nel pomeriggio di oggi una piccola colata di detriti ha interessato la pista da sci della zona Ces, in Primiero, arrestando la propria corsa in corrispondenza di un'area camper. La colata si è originata dalla Cavallazza. A inizio pomeriggio l'area compresa tra Passo Rolle e San Martino di Castrozza era stata interessata da una precipitazione particolarmente intensa, con 45 millimetri di pioggia caduti in appena mezz'ora. Le previsioni indicano ancora un quadro di incertezza almeno fino alla giornata di mercoledì. I temporali in atto e quelli previsti impongono dunque la massima cautela nel valutare la riapertura al transito lungo la strada intercomunale della Val Genova. Le ulteriori precipitazioni attese potrebbero infatti causare nuove colate non solo lungo il rio Dosson, ma anche nei limitrofi rii Cercen e Gabbiolo, che presentano caratteristiche analoghe. L'area è classificata a pericolosità molto elevata (P4) nella Carta di sintesi della pericolosità. Nel frattempo è stato completato il recupero di auto e moto rimaste bloccate nella parte alta della Val Genova, grazie agli interventi che hanno consentito di aprire un varco attraverso la colata. I lavori in somma urgenza proseguiranno nei prossimi giorni, a cura del Comune di Strembo. La situazione continua a essere seguita con la massima attenzione dai tecnici dei Servizi provinciali che fanno capo al Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna e dai Vigili del fuoco volontari, che stanno valutando costantemente l'evoluzione delle condizioni sul territorio. A rendere il quadro ancora più delicato contribuiscono le elevate temperature, che favoriscono la fusione della neve ancora presente alle quote più alte e possono aumentare la quantità d'acqua disponibile per l'innesco di questi fenomeni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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