Italia e Estero

Torna il Ruby ter, Corte dovrà sciogliere il nodo su 'corruzione ragazze'

MILANO, 26 MAG - Spetterà alla Corte d'Appello di Milano "ricostruire le condotte in punto di fatto" per verificare se si possa configurare la "corruzione in atti giudiziari" contestata alle ormai ex ragazze delle serate di Arcore, allora residenza di Silvio Berlusconi. E per fare ciò dovrà necessariamente valutare anche le presunte false testimonianze rese in aula dalle giovani, sebbene prescritte. Così i giudici di Milano riassumono nella loro relazione gli aspetti che dovrà affrontare il processo di secondo grado, che si aprirà dopodomani, sul caso Ruby ter a carico di 22 imputati, tra cui Karima El Mahroug e le cosiddette "olgettine" e l'ex legale di Ruby, l'avvocato Luca Giuliante. Nel febbraio 2023 erano stati tutti assolti dal Tribunale, ex premier compreso e per il quale non si procede più poiché morto tre anni fa. Decisione basata su una questione giuridica, in quanto le ex ospiti delle nottate a base di "bunga-bunga" erano state sentite nei due processi sul caso Ruby, ormai quasi 15 anni fa, come testimoni semplici. Secondo i giudici della quarta penale, invece, avrebbero dovuto essere prima indagate per gli "indizi" sui versamenti ricevuti dal Cavaliere per mentire e, poi, essere ascoltate come testimoni assistite da legali. Perciò il Tribunale ha dichiarato inutilizzabili i loro verbali e quindi le ha assolte, assieme a Berlusconi e Giuliante, dalla corruzione in atti giudiziari e dalle false testimonianze "perché il fatto non sussiste". Assoluzioni impugnate dalla Procura direttamente in Cassazione che, a sua volta, ha ribaltato il ragionamento giuridico di primo grado e ha disposto il nuovo processo in appello.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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