MONFALCONE, 25 SET - "Nella nostra religione c'è gente che si mette il velo, c'è chi decide di coprirsi anche la faccia, ma c'è anche chi si veste normalmente, magari con maglietta e jeans. E' una scelta personale e libera", che "non preclude la socialità. Ho tante amiche e non solo ragazze originarie del Bangladesh". Qui, sottolinea sicura, "mi sento integrata". Mancano pochi minuti al suono della prima campanella. Fuori dai cancelli dell'Isis Pertini di Monfalcone (Gorizia) ci sono diversi capannelli di studenti pronti a entrare in classe. Tra loro anche una ragazza, 16 anni, che indossa il niqab. "Siamo in quattro a indossarlo a scuola", racconta all'ANSA. Per accedere all'istituto è in vigore una procedura di riconoscimento, che consente di verificare l'identità delle alunne. La studentessa è nata e cresciuta a Monfalcone, città che conta circa il 30% di residenti con cittadinanza straniera. La maggior parte proveniente dal Bangladesh. "A scuola mi sento integrata", ribadisce. E' ben cosciente che il nuovo dl scuola varato ieri dal Consiglio dei ministri prevede sanzioni per chi entra in classe con il niqab o con il burqa. "Quando uscirà la legge - conclude - ci adegueremo". Poco dopo varcano i cancelli altre due studentesse con il volto parzialmente coperto. Tante altre hanno il capo velato. "Qui il processo di integrazione è ben avviato", racconta una studentessa del quarto anno, indirizzo socio sanitario. "Non ci sono problemi di integrazione", conferma un'altra compagna, del secondo anno. A ricreazione, riferiscono più voci, si formano gruppetti ma "non divisi per nazionalità, piuttosto per amicizia". E se qualche compagna indossa il velo o il niqab, "non mi sento a disagio - assicura una studentessa del secondo anno, iscritta all'indirizzo turistico - è una scelta personale".
Studentessa a scuola col niqab, 'è una scelta, qui mi sento integrata'
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