TORINO, 22 MAG - "Oggi salutiamo un genio. Qualche tempo fa un fine intellettuale ci disse: "Voi non vi rendete conto che, dopo il Neorealismo, Slow Food è il movimento culturale più importante che l'Italia abbia avuto". Non ce ne rendiamo conto, è vero. O facciamo finta. Perché la compostezza, il pudore e un po' di ruvidezza sono i caratteri della terra che ha dato origine a questa associazione e che, come accade con tutte le radici, permeano ogni sua propaggine, anche la più remota". È così che Slow Fodd saluta dal proprio sito web il fondatore del movimento. "Ma oggi no. Oggi sentiamo fino in fondo - si legge - il valore, la potenza delle idee, dell'intelligenza, della creatività che stanno dietro alla nostra chiocciola. E allora possiamo dirlo a voce alta, mettendo da parte qualunque ritrosìa: oggi salutiamo un genio. Uno degli intellettuali più vivaci e visionari della nostra epoca. Capace di dialogare con un re, un papa, un contadino, una pastora, un pescatore o uno studente senza mai cambiare registro. Capace di comunicare in tutte le lingue del mondo senza saperle. Capace di seminare gioia, entusiasmo e speranza in ogni angolo del pianeta". Ognuno di noi, in questi giorni, reagisce a modo suo, perché ognuno ha la sua storia, personale e all'interno dell'associazione". "Ma la cosa più importante che possiamo e dobbiamo fare tutti, per onorare la memoria di Carlo - prosegue Slow Food -, è ritrovare subito la bussola e, come ci ha detto lui, restare uniti e tenere la barra dritta. Perché siamo custodi di un grande tesoro. E il futuro di questo nostro bel movimento è il minimo che dobbiamo a Carlo". "Ciao Carlin, ti vogliamo bene" conclude il movimento, firmando "la tua Slow Food" e invitando chi volesse "esprimere un messaggio di vicinanza nei confronti di Carlo" a scrivere a c.petrini@slowfood.it.
Slow Food, 'oggi salutiamo un genio'
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