ASCOLI PICENO, 24 AGO - Il crocifisso ligneo del Duecento della chiesa dell'Annunziata di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) fu portato in salvo appena in tempo, pochi giorni prima che le scosse di ottobre radessero al suolo l'edificio che lo ospitava. A raccontarlo è il soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, Giovanni Issini, nel decimo anniversario del terremoto che il 24 agosto 2016 colpì il centro Italia: "Un anziano sfollato ci implorò di salvare il crocifisso del Santissimo Salvatore, patrono del paese: per noi è troppo importante, ci disse. Riuscimmo a recuperare quel manufatto, oggi restaurato". Dal sisma, l'Unità di Crisi Regionale delle Marche, con Vigili del Fuoco, Carabinieri del Tpc e Protezione Civile, ha schedato oltre 14mila beni culturali mobili; le opere più danneggiate sono state ricoverate alla Mole Vanvitelliana di Ancona e in altri nove depositi. "Con numerosi restauri conclusi - dice Issini - molti capolavori stanno tornando nei luoghi d'origine".
Sisma e danni alle opere d'arte, 'ci chiesero di salvare un crocefisso'
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