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Sedicenne uccisa a Bologna, ha confessato l'amico

Il giovane, coetaneo della vittima, ha ricostruito il delitto ma ha dato spiegazioni non comprensibili sul movente
Il luogo in cui è stato ritrovato il corpo della sedicenne - Foto Ansa/Max Cavallari © www.giornaledibrescia.it
Il luogo in cui è stato ritrovato il corpo della sedicenne - Foto Ansa/Max Cavallari © www.giornaledibrescia.it
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Omicidio aggravato dalla premeditazione e dal fatto che la vittima aveva meno di 18 anni. È questa l'ipotesi d'accusa formulata dalla Procura per i minorenni di Bologna nei confronti del ragazzo di 16 anni sottoposto a fermo nella notte, dopo l'interrogatorio nel corso del quale ha confessato di aver assassinato Chiara Gualzetti.

Gli inquirenti, coordinati dalla procuratrice Silvia Marzocchi e dal pm Simone Purgato, hanno elementi per pensare che il ragazzo avesse pianificato il delitto, dando appuntamento alla ragazza con l'intenzione di ucciderla e portando con sé un coltello che poi è stato ritrovato.

Il sedicenne fermato per l'omicidio ha confessato e ricostruito in maniera lucida e precisa il delitto, ma sul movente ha dato più spiegazioni non comprensibili. Avrebbe detto di aver agito sulla base di una spinta superiore, una sorta di voce interiore che gli ha detto di uccidere. Poi avrebbe riferito che la ragazza gli aveva espresso il desiderio di morire. Inoltre ci sarebbe stato da parte di Chiara un interesse sentimentale nei suoi confronti, forse non corrisposto. Il racconto, riporta l’Ansa, è al vaglio della Procura per i minorenni di Bologna, che sta valutando un accertamento psichiatrico.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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