Italia e Estero

Pirateria audiovisiva, con frodi digitali sottratti in media 1.200 euro pro capite

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ROMA, 31 MAR - La pirateria nel settore audiovisivo non solo porta danni economici e culturali, ma mette a rischio anche la sicurezza informatica degli utenti. In un triennio è cresciuto del 14,5% l'impatto economico relativo delle minacce cyber legate alla fruizione di contenuti illegali in rete, con un danno economico pro capite medio di 1.204 euro. E si stima che entro il 2030 la pirateria porterà a una perdita di oltre 34mila posti di lavoro. Sono i dati che emergono dalla ricerca 'Il prezzo nascosto della pirateria' realizzata dall'Istituto per la Competitività I-Com e presentato oggi alla Camera dei Deputati. "È un fenomeno allarmante, le piattaforme illegali sono uno dei principali veicoli di diffusione di malware, phishing e sottrazione dei dati personali poi rivenduti sul dark web - spiega Stefano da Empoli, presidente di I-Com -. È quindi fondamentale aumentare la consapevolezza sui pericoli della pirateria in particolare tra i giovani, i più penalizzati dalla perdita di posti di lavoto". Secondo la ricerca, gli utenti dei servizi pirata vittime di furti di dati personali e truffe digitali subiscono una perdita che supera i 1.500 euro nella fascia di età compresa tra i 45 e i 64 anni. Il danno economico complessivo è inoltre passato da 1,24 miliardi di euro nel 2022 a 1,32 miliardi nel 2023, fino a superare 1,42 miliardi di euro nel 2024, con un incremento del 14,5% nell'arco di tre anni. I dati elaborati da I-Com - insieme alle evidenze dei principali studi sul tema come la ricerca Fapav/Ipsos che ha calcolato la pirateria interessa il 40% della popolazione adulta italiana - stimano infine che entro il 2030 la pirateria potrebbe costare all'Italia oltre 34mila posti di lavoro nell'industria creativa, di cui circa 27mila concentrati nella produzione cinematografica, televisiva e audiovisiva. Secondo la ricerca, infine, nel solo 2025 la pirateria sarebbe già costata 3.400 posti di lavoro in questo comparto industriale, con un trend in crescita del +47% rispetto all'anno precedente.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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