CAMPOBASSO, 10 LUG - Il Tribunale di Campobasso, giudice Stefania Izzi, ha riconosciuto la responsabilità della ginecologa che aveva seguito la gravidanza di una madre. Il neonato morì dopo pochi giorni di vita a seguito delle gravissime complicanze conseguenti a un parto fortemente prematuro. Con la sentenza il giudice ha accolto la domanda proposta dai familiari del bambino, ritenendo accertate le omissioni professionali contestate alla sanitaria nell'assistenza prestata durante la gravidanza. Secondo quanto emerso dalla decisione, il percorso gestazionale era stato caratterizzato da ripetuti segnali clinici che avrebbero imposto un più attento monitoraggio e l'adozione di tempestivi approfondimenti diagnostici e terapeutici. Le risultanze della consulenza tecnica d'ufficio hanno consentito di ricostruire le fasi che hanno preceduto il parto prematuro e di accertare il nesso causale tra la condotta sanitaria e gli eventi che hanno condotto alla nascita del piccolo in condizioni di estrema prematurità, fino al suo successivo decesso. "La pronuncia - spiegano gli avvocati della famiglia Vincenzo Iacovino, Francesco Beer e Maria Pia Di Bartolomeo - richiama con forza i principi consolidati in materia di responsabilità medica, ribadendo che il professionista sanitario è tenuto a riconoscere e gestire con la massima diligenza i fattori di rischio che emergono durante la gravidanza, soprattutto quando la sintomatologia evidenzia possibili complicanze infettive o segnali di parto pretermine".
Neonato morto dopo il parto, accertata la responsabilità della ginecologa
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