Italia e Estero

Madre di un detenuto si incatena davanti a Tribunale sorveglianza di Roma

ROMA, 04 SET - Si è incatenata davanti al Tribunale di Sorveglianza di Roma Angela Scuderi, madre di Giuseppe "Pippo" Scuderi, detenuto nel carcere di Regina Coeli, per richiamare l'attenzione sulle condizioni di salute del figlio. Sul posto sono intervenuti i dirigenti di Nessuno tocchi Caino Sergio D'Elia, Rita Bernardini ed Elisabetta Zamparutti. "Il caso di Pippo è un esempio emblematico di del diritto alla salute in carcere", afferma il segretario dell'associazione Sergio D'Elia. Scuderi, detenuto per oltre 15 anni a Rebibbia, "partecipava attivamente ad attività riabilitative con 'Nessuno Tocchi Caino', era rispettato da compagni e agenti, e fungeva da punto di riferimento. Faceva il giardiniere e aveva ottenuto permessi premio per buona condotta". Secondo quanto riferito dall'associazione, le condizioni di salute del detenuto sarebbero peggiorate dopo l'ingestione di acido in un gesto di autolesionismo avvenuto anni fa, che gli ha provocato gravi lesioni all'esofago. Da allora si alimenta attraverso una digiunostomia. La madre e l'avvocato Fabio Federico denunciano la mancata assistenza sanitaria adeguata. Scuderi avrebbe subito infezioni legate al sondino e ricoveri urgenti, prima del rientro a Regina Coeli. Lunedì 31 agosto avrebbe inoltre rimosso il sondino "per la condizione di abbandono medico in cui si trova in carcere" e non assumerebbe nutrimento da giorni. "In seguito a un'interrogazione parlamentare presentata a gennaio sul caso di Pippo Scuderi e altri detenuti gravemente malati, il Ministro della Giustizia non ha ancora risposto", sottolinea la presidente di Nessuno tocchi Caino, Rita Bernardini, aggiungendo che, nonostante la documentazione medica prodotta, la richiesta di differimento della pena è stata respinta.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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