BRESCIA, 19 GIU - La mancata procura per impugnare la condanna a 30 anni inflitta a Marco Toffaloni per la strage di piazza della Loggia non è stata un impedimento formale, "ma il segno di una scelta consapevole". Lo scrivono i giudici della Corte d'appello dei minorenni di Brescia nelle motivazioni della sentenza con cui hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal suo difensore. Secondo la Corte, Toffaloni "era pienamente a conoscenza del procedimento a suo carico": lo dimostrano i contatti con la magistratura italiana, la nomina di avvocati di fiducia e un interrogatorio svolto a Berna nel 2015. Per i giudici, quindi, l'assenza del mandato previsto per l'impugnazione va interpretata come mancanza di interesse a proseguire il processo in appello. Toffaloni, ex militante dell'area neofascista veronese, è stato condannato per aver partecipato alla fase esecutiva dell'attentato del 28 maggio 1974 in piazza della Loggia, a Brescia, costato la vita a 8 persone. La Corte ha respinto anche l'argomento della difesa sull'inapplicabilità ai procedimenti minorili della norma introdotta dalla riforma Cartabia. Per i giudici, in assenza di una disciplina diversa, valgono anche nel rito minorile le regole del codice di procedura penale ordinario. La decisione può ora essere impugnata in Cassazione. Il difensore Marco Gallina potrà farlo senza una nuova procura da parte di Toffaloni, che vive da anni in Svizzera con il nome di Franco Maria Muller e passaporto elvetico. Il termine scadrà ai primi di settembre.
I giudici 'Toffaloni non vuole difendersi, ricorso in appello inammissibile'
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