Italia e Estero

Due professori veronesi sulle tracce dei veneti in Sud America

VERONA, 19 AGO - Due docenti delle scuole superiori veronesi, Alberto Zago ed Emanuele Danese, sono stati impegnati in un viaggio in Argentina, Uruguay e Brasile con l'obiettivo di documentare ciò che resta, dopo 150 anni, della grande emigrazione veneta in Sud America. "Abbiamo incontrato discendenti degli emigrati, associazioni, studiosi e comunità che ancora oggi conservano lingua, memoria, tradizioni e un sorprendente legame con il Veneto", ha spiegato Zago, che insegna storia e filosofia in un liceo veronese. Si tratta di comunità di terza, quarta o quinta generazione che discendono da coloro che, più di un secolo fa, lasciarono l'Italia per costruirsi col duro lavoro e il sudore della fronte una nuova vita oltreoceano. "Le loro radici venete - ha sottolineato Danese - sono ancora ben riconoscibili nella gastronomia, nella coltivazione dell'orto e del vigneto, nelle canzoni e nelle feste, nei leoni di San Marco che spiccano a decine, ma soprattutto nella radicata fede cristiana e nella lingua". Sono molti, infatti, che ancora parlano il "Talian", idioma fondato in larga parte sulla lingua veneta. E i due insegnanti veronesi nel loro viaggio hanno incontrato anche Marcos Zancan, professore brasiliano, docente di Lingua Veneta all'università Santa Maria. Il viaggio di Zago e Danese, iniziato a Buenos Aires, è proseguito in traghetto verso l'Uruguay e quindi, con un bus notturno, fino al Brasile, dove i due docenti hanno noleggiato un'auto per attraversare il vasto stato del Rio Grande do Sul. Ultima tappa Rio de Janeiro, raggiunta in aereo prima del ritorno a Verona. I professori hanno incontrato giovani imprenditori veronesi, professionisti di diversi settori, un procuratore generale, studenti, archivisti, docenti di liceo e universitari, presidi e vicepresidi, un rettore e un vescovo emerito. "Tutte persone nei cui alberi genealogici compaiono nonni e bisnonni di Belluno, Vicenza, Padova e Verona", ha osservato Zago. La presenza dei due docenti italiani ha suscitato curiosità e interesse. Del loro viaggio si sono occupati la stampa locale e anche la radio. In una delle occasioni più particolari dell'intera esperienza, Zago, alla presenza del vescovo emerito don Alessandro Ruffinoni, è stato invitato a intervenire in una trasmissione radiofonica parlando direttamente in dialetto veneto, quel "Talian" che gli abitanti del luogo conoscono e custodiscono da generazioni. "Tutta la documentazione ed il materiale raccolti saranno utilizzati anche in chiave didattica, magari all'interno dei percorsi di Educazione Civica" ha concluso Danese.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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