RIMINI, 05 SET - Continuano le polemiche tra gli operatori dell'economia balneare riminese attorno al futuro della spiaggia. In città la prossima riassegnazione delle concessioni balneari si intreccia con il nuovo Piano dell'Arenile del Comune che lascia spazio agli accorpamenti di stabilimenti. Nelle scorse settimane, i balneari avevano criticato la bozza del bando-tipo nazionale, temevano corsie preferenziali per gli albergatori. Questi ultimi - come riportato dalle edizioni odierne del Corriere di Romagna e del Resto del Carlino di Rimini - criticano invece la norme locali sulle macro aggregazioni. "Quello che chiediamo è una valutazione da parte del Comune per prendere in considerazione anche le micro aggregazioni - afferma la presidente di Federalberghi Rimini, Patrizia Rinaldis -. Mi piacerebbe salvaguardare l'immagine del nostro territorio, che è una filiera corta. Questo rapporto diretto con il bagnino va mantenuto". Ciò che teme la categoria, è la concentrazione di ampi tratti di litorale nelle mani di pochissimi gestori, limitando le opzioni dei bagnanti. "Normalmente - avverte Rinaldis - queste macro aggregazioni non dovrebbero superare i trecento metri. Cinquecento diventa eccessivo Due o più macro aggregazioni contigue potrebbero creare quasi un chilometro gestito da un unico proprietario, e dove c'è un monopolio non c'è concorrenza e non c'è neanche possibilità di scelta". L'appello rivolto al Municipio è quello di inserire paletti chiari nei futuri bandi per rispettare le imprese locali. "La spiaggia - conclude - oggi è un bene del cittadino e del turista che deve essere gestito al meglio. Facciamo molta attenzione con le macro, discutiamo per capire la governance e rendere la spiaggia più appetibile. Proviamo a lavorare insieme per salvaguardare il nostro tessuto imprenditoriale".
Albergatori di Rimini in rivolta contro i maxi stabilimenti balneari
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