In fondo lo scopo ultimo dell’uomo è la ricerca dell’Altro. L’adagio sullo spartito della Storia lo conferma: la febbre del desiderio si è consumata tra mari profondi e pezzi di terra sconosciuti, ma a un certo punto si è cominciato a guardare oltre il nostro pianeta. Scoprire affinità e divergenze con se stessi è parte del Dna dell’homo sapiens, che da secoli si pone l’interrogativo più grande: siamo soli nell’universo?
Epicuro teorizzava infiniti mondi abitati secoli prima di Cristo.
Gli atomisti greci non avevano pregiudizi contro la possibilità che esistesse vita altrove. Giordano Bruno se ne convinse ad Oxford, Keplero congetturò che un ampio cratere della luna potesse essere opera dei suoi abitanti. Poi i film, la letteratura, i «cacciatori» di Ufo, la Nasa come brand, i complottisti, gli avvistamenti – fasulli o da tarlo nella testa –. Ad aprire la strada alla fantasia il Novecento come preludio al nuovo Millennio.
Ora ci pensa l’Amministrazione Trump, incarnazione dell’imperialismo galattico a stelle e strisce, a riaccendere la brace sotto la cenere. Il Pentagono ha pubblicato oltre 200 file sugli «Uap» (ex Ufo). «Divertitevi e godeteveli», ha scritto il tycoon prima dell’annuncio di una prossima terza tranche. Come la nuova stagione di una serie tv.




