Il lato oscuro del voto

Ad anni di distanza il caso Cambridge Analytica fa riflettere sull’importanza della tecnologia nei processi democratici
A giugno si svolgeranno le Elezioni europee - © www.giornaledibrescia.it
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Esiste un prima e un dopo 2018, anno in cui scoppiò con fragore il caso Cambridge Analytica. La società britannica, che ha lavorò tra le altre per la campagna elettorale di Donald Trump nel 2016, per quella del senatore degli Stati Uniti Ted Cruz e per quella pro Brexit, finì al centro di uno scandalo per l’utilizzo dei dati personali di decine e decine di milioni di utenti di Facebook senza il loro consenso (87 milioni secondo l’azienda). Queste informazioni venivano sfruttate per la profilazione delle persone, alle quali venivano inviati messaggi specifici o per influenzare il voto alle urne o per spingere verso l’astensionismo.

Questo perché quando noi entriamo nel web lo facciamo come esseri umani interi, con i nostri bisogni e le nostre passioni, le paure e le convinzioni. Un click pesa più di quanto si possa pensare e, finalmente e forse anche grazie al caso Cambridge Analytica - per il quale ci sono state solamente sanzioni civili, anche a carico di Facebook, ma non penali - questa consapevolezza si è estesa. Ma a crescere, e a una velocità di gran lunga superiore alla coscienza delle persone, è stata anche la tecnologia.

Viene quindi da chiedersi quali antidoti, alla vigilia delle elezioni europee e in un anno in cui circa 4 miliardi di persone sono chiamate alle urne, le democrazie possano sviluppare per difendersi dall’AI generativa, dai deep fake o dalle shallow fake. Quali strumenti possono utilizzare le istituzioni per tutelarsi e per tutelare i loro cittadini? Sembra quasi una banalità ma, accanto a conoscenze tecniche e competenze, l’arma principale è quella della legge. Dove il privato impera solo il limite normativo può porre un freno.

D’altro canto lo stato di diritto si basa proprio su questo, sulla forza della norma generale scritta e imposta alla comunità dei cittadini. L’AI Act europeo, con tutti i suoi limiti, èl’esempio al quale guardare.

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