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I cosmetici con l'uva della Franciacorta di Penelope Skin

Foglie, tralci e vinacce scartati nella vendemmia sono usati per creare creme e sieri
Vengono utilizzate uve nere, lavorate per ottenere una maggior concentrazione di principi attivi - © www.giornaledibrescia.it
Vengono utilizzate uve nere, lavorate per ottenere una maggior concentrazione di principi attivi - © www.giornaledibrescia.it
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Ricchissima di polifenoli, vitamine, zuccheri, sali minerali e acidi, l’uva è utilizzata in cosmetica sin dal 17° secolo quando, nella corte francese di Luigi XIV, le sostanze antiossidanti, illuminanti e nutrienti in essa contenute costituivano un valido aiuto per la cura della pelle.

Non poteva dunque che nascere tra i vigneti della Franciacorta, Penelope Skin: beauty brand con sede a Passirano, creatore di cosmetici a base di uva rossa, che tra i suoi valori costitutivi vanta una grande attenzione nei confronti della sostenibilità ambientale. «Il fitocomplesso alla base delle nostre formulazioni viene estratto dai tralci di vite, dalle foglie, dalle bucce e dalle vinacce dell’uva rossa scartati durante le diverse fasi della vendemmia» spiega infatti Giorgia Palazzo, 30enne bresciana oggi trapiantata a Milano, che nell’ottobre 2021 ha fondato il marchio.

Gli scarti recuperati dalle cantine del territorio bresciano vengono portati in un laboratorio di sintesi emiliano e lavorati sino ad ottenere un estratto caratterizzato da tagli molecolari più bassi rispetto agli standard comuni, garantendo quindi una maggiore concentrazione delle proprietà e, di conseguenza, maggiore efficacia dei principi attivi.

Giorgia Palazzo - © www.giornaledibrescia.it
Giorgia Palazzo - © www.giornaledibrescia.it

La gamma di prodotti, acquistabili online dal sito Penelope Skin o tramite gli e-commerce multimarca, comprende un «Grape serum» e una «Grape cream». Il primo è un siero viso con azione anti-invecchiamento, illuminante e idratante in profondità, la seconda una crema viso che contrasta e riduce le rughe e i primi segni del tempo. Entrambi sono privi di parabeni, petrolati, siliconi e coloranti, oltre a sottostare agli standard europei cruelty free.

«Il fitocomplesso derivato dalle bucce d’uva rossa è ciò che contraddistingue la nostra linea e sarà alla base anche di tutte le formulazioni future - precisa la fondatrrice -. L’obiettivo per il 2022 e per gli anni a venire è infatti ampliare la gamma esistente con una serie di prodotti pensati per i vari step della skincare quotidiana, dalla detersione, alla cura degli inestetismi cutanei e delle pelli sensibile». Ulteriori sviluppi potrebbero inoltre prevedere l’approdo del marchio anche nei punti vendita fisici delle farmacie e della grande distribuzione.

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Del resto «si tratta di riuscire a pianificare correttamente l’annuale recupero della materia prima in base alla stagionalità, per non creare ulteriori sprechi o impatto ambientale derivati dai processi produttivi».

La strada, quella di una crescita aziendale che proceda parallela al mantenimento della sostenibilità ambientale, è dunque tracciata. E nel frattempo ha trovato una coerente traduzione anche nella scelta del materiale destinato al packaging: realizzato in alluminio per proteggere i fluidi da luce e agenti esterni, ma anche riciclabile al 100% e all’infinito. A differenza della plastica.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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