GdB & Futura

Futura Expo? Un’Agorà con vista sul domani sostenibile

Un polo di attrazione per il territorio capace di rappresentare ciò che a Brescia si realizza e di evidenziare le sfide aperte per il futuro
Il padiglione di Futura Expo a Brescia nel 2022 - Foto NewReporter/Favretto © www.giornaledibrescia.it
Il padiglione di Futura Expo a Brescia nel 2022 - Foto NewReporter/Favretto © www.giornaledibrescia.it
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Qualche lustro fa quando si ipotizzava la nascita di un centro fieristico diverso da quelli tradizionali, si cercò di definirne la diversità immaginando possibili utilizzi dell’area da destinare a quello scopo, uniti dal minimo comun denominatore di rendere la «Fiera di Brescia» una sorta di «nuova Agorà». Un polo, cioè, di attrazione per la città, per la provincia e più in generale per il territorio perché capace di rappresentare ciò che a Brescia si realizzava ma soprattutto di evidenziare ciò che si poteva condividere in relazione alle sfide aperte per il futuro. Si pensava ad un polo fieristico dove raccontare l’esistente, il fare del quotidiano di imprese, istituzioni pubbliche, associazioni e del mondo della ricerca e della formazione.

Un polo anche in grado di «aprire le proprie finestre sul futuro» per presentare e, magari, per toccare con mano ciò che nel territorio si stava sviluppando o si era orientati a sviluppare. L’esperienza di Futura Expo ci sta dimostrando che questa «visione» ha iniziato a realizzarsi.

Sotto la guida di Camera di Commercio l’intero mondo imprenditoriale, sociale e della ricerca/formazione del territorio bresciano ha dimostrato la volontà di aprirsi, raccontarsi e condividere. E questo raccogliendo un importante successo di un pubblico eterogeneo sia in termini anagrafici sia per provenienza professionale. Il primo riscontro «in itinere» di quanto si sta realizzando in questi tre giorni al Brixia Forum sottolinea proprio questa capacità del polo espositivo di essere un’«Agorà» evoluta, dove persone di età e interessi diversi possono letteralmente realizzare un cammino tra innovazione, dibattiti, esperienze al limite della fantascienza, scoprendo e interagendo con quel che il territorio con i suoi diversi attori già oggi presenta sul fronte del nuovo e, soprattutto, del nuovo sostenibile.

Possiamo allora provare a trarre qualche indicazione sul «valore» di questa esperienza che stiamo ancora vivendo. Prima di tutto va sottolineata la capacità di fare sistema, una volta tanto senza esclusioni o preclusioni di sorta. L’aria che si respira negli spazi di Futura Expo è quella di un luogo nel quale il territorio, nel suo insieme, dimostra vitalità ma anche (e forse soprattutto) una forte e esplicita volontà di fare «insieme». E questo voler «fare sistema» non va sottolineato «soltanto» in riferimento alla capacità di interagire e di collaborare messa in campo dai vari enti coinvolti. Certo, è importante in questa difficile fase storica riconoscere il riuscire a collaborare e a lavorare sulla difficile sfida di un progetto comune, ma l’impegno sistemico va evidenziato anche in riferimento a quel «volersi confrontare» sui temi critici e fondamentali come quelli che ruotano intorno alla sfida della sostenibilità.

Le imprese si stanno raccontando senza remore. Manager e imprenditori, a loro volta, si confrontano con studiosi italiani e stranieri per meglio orientare i propri progetti e, con una buona dose di umiltà, per raccogliere suggerimenti su come meglio realizzarli. La folla che, seguendo i sentieri il cui «verde» finirà per migliorare la dotazione green del territorio, offre poi un altro spunto che merita di esser evidenziato. Il clima è aperto, curioso: in una parola positivo. Una positività che si associa, naturalmente, a quella che emerge dall’ascolto dei vari relatori che si alternano nei dibattiti, e a quella del «vedere» concretamente idee e progetti presentati dalle imprese e dalle istituzioni presenti.

L’Agorà era il luogo per eccellenza del confronto e della volontà di garantire alla «comunità» idee e progetti capaci di migliorare la vita e le prospettive dei «cittadini», era un luogo connaturato da un senso di positività e dalla volontà di realizzare «il futuro». Futura Expo ci sta dimostrando come, malgrado tutto, da queste parti l’ottimismo della volontà e il Dna della positività siano ancora ben presenti e sicuramente in grado di garantirci prospettive di crescita per il nostro sistema economico e sociale. E di farlo consolidandosi sempre più attraverso l’attuazione dei principi di sostenibilità, che non a caso sono al centro di Futura Expo.

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