La finanza è un po’ meno verde

Secondo un’indagine di Morningstar Sustainalytics nei primi nove mesi del 2024 la raccolta netta dei fondi Esg è stata di 10,3 miliardi dollari, in forte diminuzione rispetto ai 160 miliardi del 2021
Un'analista finanziaria - © www.giornaledibrescia.it
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I criteri Esg piacciono sempre meno ai mercati. Secondo un’indagine di Morningstar Sustainalytics, società specializzata nella raccolta di dati relativi alla triplice dimensione della sostenibilità (ambientale, sociale e di governance), i primi nove mesi del 2024 sono stati sotto certi di punti di vista addirittura disastrosi, soprattutto se li si valutano dal mero punto di vista finanziario.

La raccolta netta dei fondi Esg, quelli funzionali alla transizione sostenibile, a fine settembre è infatti stata di 10,3 miliardi dollari, in forte diminuzione rispetto ai 160 miliardi del 2021 (in questo caso però il riferimento è all’intero anno). Come spiegarsi tale sensibile frenata? I mercati si sono disinnamorati della sostenibilità?

I fattori in gioco sono numerosi, a cominciare dalle pressioni di una parte politica, i repubblicani americani, che ancor prima dell’elezione di Donald Trump avevano spinto i capitali Usa verso altri lidi. A ciò si aggiunga un contesto macroeconomico complicato, tra tassi alti e materie prime a prezzi elevati, che di certo ha pesato maggiormente su quelle realtà che più hanno investito sulla transizione. Non si dimentichi poi l’atteggiamento, sempre più diffuso tra le persone comuni, teso a negare o quantomeno a sminuire l’impatto del cambiamento climatico, con conseguente perdita di fiducia nelle azioni economiche e politiche volte a mitigarlo. Leggasi in questo senso il tanto vituperato Green Deal europeo.

Eppure il clima sta cambiando e le aziende dell’economia reale non smettono di investire adottando i criteri Esg come guida. Una volontà che non può fermarsi e che deve essere ribadita ora più che mai con forza.

Ecco perché l’edizione di inizio marzo di Futura Expo risulta essere la più importante dalla nascita del format. Scienza e finanza, etica ed estetica, industria e politica devono muoversi insieme, per non permettere che quanto fatto fino ad ora vada perso. E con esso la competitività dell’intero sistema industriale e produttivo europeo.

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