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Bollette luce e gas, attenti alle truffe

Sono 2,9 milioni gli italiani truffati. Ecco alcuni consigli di Facile.it per difendersi
Il telefono può essere il primo veicolo di un tentativo di truffa
Il telefono può essere il primo veicolo di un tentativo di truffa

Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research, nell’ultimo anno 2,9 milioni di italiani sono caduti vittime di una truffa o di un tentativo di truffa nell’ambito delle bollette luce e gas, con un danno stimato di quasi 650 milioni di euro.

I canali più utilizzati

I truffatori sono abili ad utilizzare ogni mezzo per raggiungere lo scopo
I truffatori sono abili ad utilizzare ogni mezzo per raggiungere lo scopo

Secondo l’indagine, al primo posto tra gli strumenti più usati sono i finti call center: quasi 7 truffe su 10 (68,2%) sono state portate a termine attraverso questo canale. In un caso su 4 (24,9%) come cavallo di Troia è stata utilizzata una finta email, mentre nel 12,9% il classico porta a porta. Non mancano però i metodi di comunicazione più moderni: si va dalle app di messaggistica istantanea (9,5%) ai social network (6%).

Le vittime

Guardando ai risultati dell’indagine emerge che a subire più frequentemente una truffa o un tentativo di frode nell’ambito delle bollette energetiche le vittime principali sono gli under 44 e non gli anziani: a fronte di una media nazionale del 7%, la percentuale raggiunge il 9,2% nella fascia 25 - 34 anni e arriva addirittura al 10,1% tra i 35-44enni.

Altro dato interessante emerge analizzando il grado di istruzione delle vittime di truffa o tentativo di frode: i più colpiti sono risultati essere i rispondenti con un titolo di studio universitario, con un’incidenza pari a più del doppio rispetto alle media.

Come difendersi

Vista la diffusione del fenomeno, Facile.it ha redatto un vademecum con 5 consigli per ridurre la possibilità di frodi.

Verificare l’identità dell’interlocutore.

Diffidate anche di chi si presenta di persona per un controllo
Diffidate anche di chi si presenta di persona per un controllo

Chi si interfaccia con voi deve qualificarsi in modo tale che possiate verificarne l'identità e l'effettiva appartenenza allo staff dell'azienda per la quale dice di contattarvi. Ad esempio, se qualcuno vi dovesse suonare il campanello senza un appuntamento e vi chiedesse di entrare, rifiutate. Non è questo il modo in cui operano le aziende del settore e, mai ed in nessun caso, i fornitori di luce o gas permettono che loro incaricati riscuotano denaro contante dai clienti.

Non farsi prendere dalla fretta

Spesso i truffatori, per attirare l'attenzione dei consumatori, cercano di convincerli che l'azienda con cui hanno in essere il contratto sia ormai prossima al fallimento o, anche, che stiano per aumentare le tariffe applicate. In questo caso, il consiglio più importante è quello di non farsi prendere dalla fretta. Qualunque proposta vi venga fatta, pretendete abbia forma scritta e un contratto che vi deve essere sottoposto in modo che possiate analizzarlo con calma e, magari, anche verificare attraverso il sito dell'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) sia la correttezza delle informazioni offerte sia che la società proponente sia effettivamente autorizzata ad operare e regolarmente riconosciuta dall'autorità.

Occhio ai codici POD e PDR

In cima ad ogni bolletta si trova sempre un codice alfanumerico che, anche se nel corso del tempo si è cambiato fornitore, resta identico. Si chiama POD per l'energia elettrica e PDR per il gas, ed identifica in modo univoco la fornitura. Senza di esso nessuno può procedere ad un cambio di operatore e, quindi, è proprio la prima informazione che i malintenzionati cercano di carpire alle potenziali vittime.

Quando si è alla ricerca di un nuovo fornitore è normale che in fase di preventivazione vengano richiesti dati quali il comune di fornitura e i consumi effettuati; tuttavia, non è assolutamente consigliato divulgare il proprio codice, se non per siglare un nuovo contratto. Se qualcuno si presenta come rappresentante dell'azienda che già vi fornisce l'energia, non ha senso vi chieda di dargli il vostro codice POD o PDR perché, se realmente è un rappresentante del vostro fornitore, quel codice deve già conoscerlo.

Attenzione a quello che dite al telefono

Il contratto di utenza è valido solo e soltanto se esiste una doppia conferma da parte vostra: conferma che l’azienda è obbligata a chiedervi e che voi potrete rilasciare sia in forma scritta sia tramite registrazione audio. Fate particolare attenzione, quindi, se vi chiamano da un call center che vi insospettisce, a non rispondere mai con monosillabi o frasi troppo semplici (sì, no, confermo). Queste parole potrebbero essere registrate e “rimontate” ad hoc per simulare una vostra approvazione al cambio di fornitore.

Il rimedio

Se siete caduti in trappola si può tentare di rimediare
Se siete caduti in trappola si può tentare di rimediare

Se, per ingenuità o distrazione, siete già caduti in trappola, ci sono diversi modi per risolvere. Come prima cosa, potete contattare chi vi ha fatto sottoscrivere il contratto: se si tratta di una semplice incomprensione e non di un atto in malafede, vedrete che risolverà la situazione. Se, invece, avete modo di dimostrare che la firma sul contratto vi è stata estorta con l’inganno o non è la vostra, potete disconoscere il contratto inviando formale reclamo. In questo caso non solo avete tutto il diritto di non pagare la bolletta, ma potete anche sporgere denuncia all’Autorità Garante pretendendo che il fornitore presso cui siete stati registrati vi riporti immediatamente nelle fila del precedente.

Nel caso in cui abbiate anche, semplicemente, cambiato idea, potete avvalervi del cosiddetto “diritto di ripensamento”, recedendo dal contratto senza alcuna penale o obbligo di dare motivazione della vostra scelta. Attenti, però, che in questi casi avete tempi ben definiti: massimo 14 giorni.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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