Garda

Sesso con minori: dopo la condanna, ora spunta un'altra denuncia

A 20 giorni dalla sentenza per gli abusi nella palestra di karate a Lonato, ora è accusato di violenza sessuale sulla figlia dell'ex compagna
Pierpaolo Prati

Pierpaolo Prati

Giornalista

A sporgere denuncia l'ex compagna dell'uomo, che ha scoperto le violenze sulla figlia
A sporgere denuncia l'ex compagna dell'uomo, che ha scoperto le violenze sulla figlia

AGGIORNAMENTO: Darix Argentini e Sandro Perini sono stati assolti in via definitiva.

Tre settimane dopo la condanna a sei anni per atti sessuali con minorenni, nell’ambito dell’inchiesta che ebbe come epicentro la palestra di karate di Lonato del Garda, Sandro Perini ieri era di nuovo a processo. Simili e altrettanto gravi le accuse: violenza sessuale pluriaggravata a danno di minore. A cambiare è la persona offesa. Contro il 46enne questa volta non si è schierata un’allieva dell’amico maestro di arti marziali, ma la figlia dell’ex compagna, che oggi è maggiorenne, ma che all’epoca dei fatti di anni non ne aveva compiuti ancora 10.

La ragazza, costituita parte civile a processo e difesa dall’avvocato Luca Maori del foro di Perugia, ieri ha risposto alle domande delle parti e del presidente della prima sezione penale Roberto Spanò. Ha raccontato delle attenzioni che le avrebbe dedicato il fidanzato della mamma tra il 2008 e il 2009, quando vivevano tutti e tre sotto lo stesso tetto. Ha confermato il contenuto della denuncia presentata nel 2017, raccontato masturbazioni reciproche, quando di ritorno da scuola (all’epoca frequentava le prime classi elementari) si ritrovava da sola a casa con Perini.

La giovanissima ha spiegato anche perché tra i fatti e la denuncia sono trascorsi, nel silenzio, quasi dieci anni. A scoperchiare il vaso di Pandora e a far uscire nuovi guai, nel 2017, ci pensò lo stesso Perini. Ricevuto l’avviso a comparire davanti all’autorità giudiziaria per una non meglio specificata accusa di violenza sessuale, l’uomo si mosse maldestramente. Telefonò a casa della compagna, ex ormai da anni e per ragioni indipendenti dalle sue vicende giudiziarie, e chiese conto di un’eventuale denuncia a suo carico. La donna finì inevitabilmente con l’insospettirsi. Chiese conto della telefonata sibillina alla figlia e ottenne le risposte che non voleva ottenere. Conferme messe nero su bianco nel volgere di poche ore e divenute l’oggetto di una denuncia che rischia di tramutarsi in una nuova pesantissima condanna.

Dopo l’esame della persona offesa il processo è stato aggiornato al prossimo 9 novembre. In quell’occasione il sostituto procuratore Antonio Bassolino chiamerà sul banco dei testimoni la mamma della giovane vittima.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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