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STORIA

L’impresa di Fiume rivive sul Garda tra parole e performance


Garda
12 giu 2019, 08:44
Si è tenuta ieri alla Laba la presentazione dell'iniziativa - © www.giornaledibrescia.it

Si è tenuta ieri alla Laba la presentazione dell'iniziativa - © www.giornaledibrescia.it

Eia eia alalà, il motto dannunziano rivive dopo cent’anni dall’impresa di Fiume. Tra scienza storica e arte prende il via la prima edizione del «Garda lake history festival», rassegna organizzata dal Centro studi e documentazione sulla Repubblica sociale di Salò con lo scopo di ricordare «uno degli eventi cruciali della storia italiana, quando sotto l’impulso di Gabriele D’Annunzio, nel 1919 per la prima volta giovani e militari andarono contro al Governo in carica - spiega il presidente Roberto Chiarini -. Si tratta di una sorta di laboratorio di ciò che due anni dopo la fine di quell’esperienza Mussolini farà con la Marcia su Roma, una vera e propria sfida allo Stato».

E nel titolo scelto per il festival «Fiume, una città-simbolo del ’900» è racchiusa tutta l’unicità di quei giorni. «Era una zona franca e come tale non sottoposta alle leggi, sia positive sia morali, dell’Italia liberale e borghese - afferma Chiarini -. Venne per esempio scritta una Costituzione impensabile per quei tempi, che tra le altre cose prevedeva il voto per le donne, e in contemporanea furti e vizi erano all’ordine del giorno».

Questa rivoluzionaria e creativa visione fiumana rivive oggi nella rassegna gardesana, nelle sue forme e nei suoi contenuti. Nata sulla scorta del successo della mostra «Brescia sotto le bombe», «che ha evidenziato la domanda da parte dei cittadini di una domanda di Storia ancora non intercettata», sottolinea Chiarini, «Garda lake history festival» si pone infatti l’obiettivo di spiegare il passato «in modo innovativo e immersivo, coinvolgendo giovani e turisti», conferma la storica del Centro studi Rsi Elena Pala. Ecco perché accanto alle quattro conferenze previste, la collaborazione con la Laba ha fatto sì che immagini, suoni e performance fossero il completamento di un percorso «tra scienza e poesia, quest’ultima intesa nel senso greco del termine cioè passione e azione», suggerisce l’amministratore delegato dell’accademia Alessandra Giappi.

La sede del festival e dei convegni, ogni volta di sabato e alle 20.30, sarà il MuSa di Salò e nello specifico il chiostro. Qui il 22 giugno partirà il percorso con il primo appuntamento che vedrà quale protagonista lo storico Raoul Pupo e la sua relazione su «Fiume città di passione». La settimana successiva, il 29, toccherà invece al celebre collega Emilio Gentile parlare del rapporto tra D’Annunzio e Mussolini nel faccia faccia dal titolo «Duci rivali. La rivoluzione italiana da Fiume a Roma». Il 6 luglio a intrattenere la platea sarà il presidente della Fondazione Il Vittoriale degli italiani Giordano Bruno Guerri con l’incontro «Disobbedisco. Cinquecento giorni di rivoluzione». Ultimo appuntamento il 13 luglio insieme allo storico e giornalista Pierluigi Battista con la relazione «La maledizione del confine orientale».

E grazie agli studenti di Scenografia, guidati dai docenti Andrea Gentili e Andrea Anselmini, e Fotografia della Laba le parole degli studiosi si mischieranno con l’esperienza artistica, creando un nuovo modo di approfondire e ricordare il passato.

 

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