Garda

Incidente nautico, il grazie della famiglia di Umberto

I familiari del 37enne grati «a chi ci è vicino e a chi ha ricostruito fatti e responsabilità»
Pierpaolo Prati

Pierpaolo Prati

Giornalista

Umberto Garzarella
Umberto Garzarella

Un «Grazie!» di un metro per un metro e mezzo affisso lungo le vie di Salò, sotto la foto del loro Umbi. È questo il modo che hanno scelto la mamma, il papà e la sorella di Umberto Garzarella per ringraziare tutti coloro, e sono tanti, che hanno partecipato al loro dramma. I famigliari del 37enne ucciso dal Riva Aquarama che ha centrato in pieno il suo gozzo la notte del 19 giugno scorso, stroncando anche il futuro di Greta Nedrotti, la 25enne studentessa di Toscolano Maderno in barca con lui quella sera, scrivono una lettera aperta quasi a volersi sdebitare del sostegno ricevuto nel lutto, ma anche nella ricostruzione dei fatti che hanno stravolto le loro esistenze.

«In questi giorni di dolore - si legge nel manifesto - sentito e caloroso è stato il sostegno di centinaia di persone che hanno voluto manifestare il loro affetto, sia nei giorni precedenti alle esequie, sia nell’organizzazione e nei minuti del saluto ad Umberto» nella commovente cerimonia che si è tenuta sulle acque del golfo di Salò.

Il padre di Umberto, si legge nel manifesto, ringrazia il sindaco Gianpiero Cipani per il «fraterno abbraccio nel duomo di Salò» e tutti coloro che anche solo idealmente si sono uniti al dolore della sua famiglia. Ma i ringraziamenti della famiglia del 37enne caldaista salodiano vanno anche a chi ha vissuto sin dai primi istanti la scoperta del dramma e si è adoperato per chiarirne dinamica e responsabilità.

Il grazie dei Garzarella va alla Guardia Costiera, ai Vigili del Fuoco, ai Volontari del Garda ed ai Carabinieri di Salò nella persona del capitano Luca Starace «per la rapida conclusione delle indagini, che hanno permesso la completa ricostruzione della vicenda e l’individuazione di coloro che hanno causato il tragico evento». Le indagini. Un ringraziamento, sentito, anche alla Procura della Repubblica, in particolare la procuratore Francesco Prete e al pm Mariacristina Bonomo «per la celerità nelle indagini, per l’approfondimento delle stesse, nonché per i brillanti risultati raggiunti, che sono culminati sia nella ricostruzione della dinamica e delle responsabilità della tragica vicenda, sia nell’arresto di uno dei due responsabili del sinistro». L’ultimo grazie va infine alla popolazione di Salò. Non solo «per l’affetto e il cordoglio dimostrati, ma anche per l’apporto conoscitivo e di testimonianza ai carabinieri che stanno svolgendo le indagini».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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