Garda

Incidente nautico, i testimoni: «C'è stato un boato fortissimo»

Due giovani coniugi in villeggiatura nel fine settimana sul Garda hanno visto e udito quanto accaduto nelle acque del lago
Pierpaolo Prati

Pierpaolo Prati

Giornalista

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TRAVOLTI IN BARCA: DISPOSTA L'AUTOPSIA

Se i sommozzatori dei Vigili del fuoco e dei Volontari del Garda hanno ritrovato il corpo di Greta Nedrotti dopo dodici interminabili ore di ricerche lo devono anche a loro: a Giulia Bombardieri e al marito Daniele. I due giovani coniugi in villeggiatura nel fine settimana sul Garda, sabato sera erano nel giardino della villa di Portese che affaccia sul golfo di Salò e stavano guardando oltre la loro siepe proprio nel punto e nell’instante in cui il motoscafo pirata e i destini di Greta Nedrotti ed Umberto Garzarella sono entrati in rotta di collisione.

I due hanno raccontato quanto visto e quanto sentito ai soccorritori e hanno fornito coordinate decisive per centrare le ricerche. «Avevo visto quella barchetta in mezzo al lago - dice lui-. Il faro di una discoteca sull’altra sponda del lago la illuminava di tanto in tanto di passaggio. Saranno state le 23. Mi pareva strano che un pescatore si fosse fermato proprio in quel punto e proprio a quell’ora».

Poi il botto. «Ad un certo punto - prosegue lei - abbiamo sentito un boato fortissimo. Proveniva proprio dal punto del lago che riusciamo a vedere dal nostro giardino. Ci siamo alzati in piedi tutti e due per capire cosa stesse succedendo. Ho notato la coda di una barca procedere verso Salò a velocità sostenuta e nulla più. Ho avuto la sensazione che ci fosse passata sopra senza fermarsi. Probabilmente non ha nemmeno rallentato, di sicuro non è tornata indietro. Ad un certo punto, tanto assurda mi è parsa la situazione, che ho pensato all’impatto del motoscafo con un tronco, non con un’altra imbarcazione».

Capirne di più, di notte e ad alcune centinaia di metri in linea d’aria non è stato facile. «Ci siamo spostati nel tentativo di vedere altro. Il buio e la fitta vegetazione ci hanno impedito la visuale. Pochi minuti dopo, da quello stesso punto, è passata un’altra barca: ha dato un colpo di tromba e se n’è andata».

Giulia e Daniele vanno a dormire con il sospetto di avere avuto un abbaglio. Al risveglio scoprono che è tutto vero. Sentono l’elicottero, interrogano l’iPad e si ritrovano al centro di un dramma che hanno visto e sentito in diretta, ma al quale non era e non è certo facile credere.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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