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IL CASO

Arco del 1400 demolito dal furgone, si studia la ricostruzione


Garda
1 dic 2016, 20:12
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Sarà la Soprintendenza a valutare se l’antico arco di Balbiana potrà o meno essere ricostruito. E anche per quanto riguarda il capitolo assicurativo la partita è ancora aperta.

L’arco del 1400 è crollato lunedì, letteralmente demolito dal passaggio del furgone di un corriere espresso. Misure mal calcolate, navigatore «traditore», conducente poco esperto, perché al suo primo giorno di lavoro: di tutto si è detto in questi giorni, ma la certezza è che l’arco è crollato e che il Borgo dei poeti di Manerba ha perso il suo tratto distintivo.

Entro la fine della settimana il Comune affiderà ad un professionista l’incarico di stilare un progetto preliminare, che dovrà poi essere sottoposto alla Soprintendenza: «Sarà l’ente - spiega il vicesindaco Flaviano Mattiotti - a indicarci la via da seguire. Al momento dobbiamo limitarci a sperare che l’arco si possa ricostruire: noi senza dubbio ci impegneremo in questa direzione». Intanto le pietre sono state messe al sicuro: «Le abbiamo recuperate tutte e collocate provvisoriamente nel magazzino comunale - conferma Mattiotti - in modo che se e non appena la Soprintendenza ci darà il via, potremmo procedere in fretta a ricostruirlo».

Per quanto riguarda la copertura dei costi, poi, «ci penserà l’assicurazione. La Polizia locale ha aperto un fascicolo per sinistro, perché di questo si è trattato. È evidente - sottolinea il vicesindaco - che il conducente è in torto: non l’avrà di certo fatto in malafede, ma avrebbe dovuto sapere che da lì non sarebbe passato. Di conseguenza, una volta che ci sarà il progetto preliminare e che la Soprintendenza avrà valutato il da farsi, potremo calcolare il danno subìto e farci risarcire».

In tutto ciò, i residenti che non mollano. Irene Bettinzoli, che abita a un passo dall’arco, l’ha visto crollare e si è subito mobilitata: «Confidiamo nella Soprintendenza, che è sempre molto attenta. Sicuramente non dimenticheremo il nostro arco e siamo pronti a fare quanto in nostro potere per far sì che venga ricostruito». 

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