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LONATO

A piedi nella gelida steppa russa come lo zio disperso nel ’43


Garda
12 dic 2017, 11:05
In ospedale. Tarcisio Abate (il primo da sinistra) in ospedale a Bari durante la convalescenza

In ospedale. Tarcisio Abate (il primo da sinistra) in ospedale a Bari durante la convalescenza

Trenta chilometri al giorno a piedi nella gelida Russia, sul cammino che percorse la divisione alpina Tridentina durante la ritirata dal Don a Nikolaewka, 75 anni fa.

È una vera e propria impresa quella che si accinge a compiere Christian Abate, 44 anni, avvocato lonatese e alpino, per commemorare il prozio, «l’uomo della patria» Tarcisio Abate: dal 18 al 27 gennaio, con altri dieci avventurosi dal nord Italia, attraverserà la steppa russa con temperature rigide e vedrà con i propri occhi le terre che per ultime calpestò lo zio, disperso in Russia nel 1943.

La memoria. Ma l’intento del nipote non è compiere un’impresa eroica, quanto ricordare il parente scomparso: «Di lui si sa poco - racconta - perché ha passato tutta la sua vita da adulto in guerra. Ho ricostruito parte della sua storia documentandomi: nemmeno aveva ricevuto la Croce di Guerra che viene riconosciuta a tutti i dispersi. Per tramite del Centro documentale del- l’esercito di Brescia recentemente gli è stata assegnata». Tarcisio Abate era nato a Esenta il 17 dicembre 1911, secondo di sei figli. Christian ha raccolto le notizie di famiglia, ha scandagliato libri di storia e archivi e qualcosa, «ma poco», è riuscito a ricostruire: «Sembra fosse un uomo umile e mite.

Battaglione Vestone. Tarcisio in divisa

È rimasto orfano di madre da ragazzino, ed era perciò stato affidato a due zie che gli impartirono una disciplina ferrea: suonava il clarinetto, ma le zie ritenevano quello svago sconveniente, così, a sua insaputa, glielo vendettero. Il suo foglio matricolare ci dice che nel 1932 era alto 158 cm e aveva i capelli castani, aveva frequentato le scuole fino alla quarta elementare ed era contadino. La sua vita - continua Christian Abate - è quella di un militare a quei tempi: continui richiami alle armi, tanto che i suoi fratelli l’avevano soprannominato "l’om de la patria". Forse è per questo che non si sposò». In guerra. Arruolato il 12 marzo 1932 per il servizio di leva nel Battaglione Vestone, venne richiamato in due occasioni in ragione delle varie situazioni di guerra in cui il regime fascista trascinò l’Italia. La prima volta dal 10 aprile 1935 al 1° luglio 1936, la seconda dal 31 dicembre 1940 all’agosto 1941 quando, dopo aver combattuto in Albania e trascorso un periodo in ospedale a Bari, tornò a Lonato in convalescenza. Forse, ormai prossimo ai 30 anni, sperava di aver dato tutto quanto doveva. Invece il 26 luglio 1942 era sulle tradotte che portavano gli alpini della 53esima Compagnia Battaglione Vestone in Russia. Non tornò più».

In borghese. Tarcisio Abate non tornò dalla Russia

Ora in Russia andrà Christian: percorrerà l’itinerario della Tridentina con un viaggio (che si terrà con qualunque condizione meteorologica) organizzato da Travel Lab in collaborazione con l’associazione culturale «Sulle orme della storia». A Lonato, invece, l’11 febbraio ci sarà una cerimonia speciale: per la commemorazione della battaglia di Nikolajewka, il locale gruppo Alpini consegnerà ai nipoti di Tarcisio Abate la Croce al Merito di Guerra e la Medaglia Commemorativa delle tre campagne cui prese parte.

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