Valentina Bergo, Alessandro Botticini, Roberto Manenti e Gabriella «Gabri» Marini. Sono questi – in rigoroso ordine alfabetico – i quattro candidati alla poltrona di sindaco di Rovato.
Le elezioni comunali del 24 e 25 maggio (l’eventuale ballottaggio è in calendario nelle giornate del 7 e 8 giugno) decideranno chi avrà accesso allo scranno più alto del municipio di via Lamarmora, dove aspirano a un posto in Consiglio comunale in circa 150, candidati all’interno di dieci liste.
Valentina Bergo
Il numero più consistente di raggruppamenti – 5, la metà esatta – è quello schierato dal centrodestra, che cerca il passaggio di testimone tra l’uscente (e non ricandidabile) Tiziano Belotti e l’attuale assessore all’istruzione, la quarantenne Valentina Bergo. Al suo fianco Fratelli d’Italia – il partito della Bergo – Lega, Forza Italia, i centristi di Noi Siamo Rovato e la civica «Belotti per Rovato», che schiera anche il primo cittadino uscente. La Bergo punta su una «continuità evolutiva nei valori, nella serietà amministrativa e nel rapporto costruito con la comunità.
Un’evoluzione nelle idee e nei progetti, per affrontare con efficacia le sfide che attendono Rovato. Oggi più che mai serve una guida capace di tenere insieme ciò che è stato fatto e ciò che ancora possiamo costruire». Sicurezza, attenzione a famiglie, bambini e anziani, oltre che al rapporto tra centro storico e frazioni, la «cultura come valore della comunità» i punti salienti del programma della Bergo, oltre alla valorizzazione «delle storiche vocazioni commerciali, economiche e agricole del territorio».
Alessandro Botticini
Sull’altro fronte, il candidato sindaco del campo largo è il 64enne Alessandro Botticini, oggi capogruppo consiliare del Pd. Due le liste: quella del Partito Democratico – che ospita anche il candidato Avs, Dario Buffoli – e la civica Rovato Attiva, con la pentastellata Cristina Medi Trasca. Per Botticini, «il mandato che si sta concludendo ha accelerato il distacco tra Amministrazione e comunità. Noi, invece, vogliamo unire tutte le forze attive di Rovato in un percorso di qualità della vita, sviluppo del territorio e solidarietà».
Nel programma spiccano bilancio partecipativo, il no a nuove cave e il controllo degli impianti a elevato impatto ambientale, la «rivalutazione del parco Aldo Moro, la protezione del Monte Orfano, il ripensamento della Ztl di piazza Cavour». Occhi puntati, in casa centrosinistra, pure sulla qualità urbana, «estendendo la videosorveglianza e potenziando la Polizia Locale, con presenza capillare sul territorio, anche a supporto della sicurezza sui luoghi di lavoro».
Roberto Manenti
A provare l’assalto al municipio, dopo i due mandati tra il 1993 e il 2002, è pure il 64enne Roberto Manenti. La sua civica, «Rovato al contrario», riprende gli storici cavalli di battaglia del «sindaco sceriffo», fin dallo slogan scelto per la campagna 2026: «Riprendiamoci le chiavi di casa». Per Manenti «Rovato al contrario non è un messaggio elettorale, ma la lettura puntuale di come Rovato si presenta oggi: un paese di frontiera, dove gente di ogni dove viene ad abitare senza nessun rispetto per i padroni di casa, calpestando la nostra cultura, il nostro modo di essere, il nostro sentimento di collettività».
Al centro del programma c’è l’ampio spazio riservato a «sicurezza e identità culturale», oltre al recupero dell’economia territoriale, a «partire dal rilancio dell’area mercatale con un centro borsistico dedicato a carni e prodotti agricoli, una scuola regionale di macelleria, un macello comunale e negozi di quartiere». Manenti propone anche «un parcheggio interrato automatizzato in piazza Palestro» e il no a nuove strutture «della logistica o grandi aziende, favorendo attività produttive di piccole dimensioni, con manodopera qualificata. Solo così Rovato potrà tornare a girare... nel modo giusto».
Gabriella Marini
Una Rovato «città delle persone» è invece l’obiettivo di Gabriella «Gabri» Marini, 63 anni, che unisce volti noti (i consiglieri Matteo Buizza, Stefano Fogliata e Andrea Gilibero) e nuove leve, confluiti nella civiche «Rovato Vivibile» e «Rovato che cresce», liste «nate da cittadini appassionati della città e delle persone che la vivono. Siamo autonomi da direttive partitiche o strategie dirette dall'alto: la nostra forza sono i cittadini». Il programma della Marini ruota attorno a un nuovo «metodo partecipativo nei rapporti con i cittadini, per rafforzare il senso di comunità e rispettare persone, ambiente e beni pubblici».
Tra le proposte l’istituzione di un Comitato Ambientale per monitorare acqua, terreno e aria, oltre a stimolare «una revisione del Pgt contro l’insediamento di industrie insalubri. Riqualificazione degli immobili comunali e rigenerazione di aree industriali e residenziali dismesse, un’area mercatale con teatro, arena estiva e skatepark, un parco agricolo a sud di Rovato, un progetto organico per le piste ciclabili, incentivi per i negozi sfitti, attenzione e cura per tutte le fasce della popolazione sono gli altri capisaldi del programma targato Marini.



