Vince il centrodestra, anche più nettamente di quanto si immaginasse alla vigilia del voto. Perde il centrosinistra, certo, ma soprattutto risulta sconfitta la partecipazione alle urne: l’affluenza media nei dieci Comuni bresciani è stata del 57,40%, con un calo dell’11,34% rispetto alla tornata precedente. Un crollo su cui interrogarsi, perché è l’ennesimo di una serie che s’allunga sempre più, con la sola eccezione dei segni di ripresa in occasione del referendum sulla giustizia dello scorso marzo. È questo il quadro delle elezioni amministrative 2026.
Tutto definito
Tutto si è definito nelle due giornate appena trascorse. Non si andrà al ballottaggio nell’unico Comune potenzialmente coinvolto dal secondo turno del 7-8 giugno: a Rovato, infatti, Valentina Bergo ha chiuso subito i conti, raccogliendo l’eredità dell’uscente Tiziano Belotti, per due volte di fila primo cittadino. Vittoria al primo turno per l’esponente del centrodestra, opposta a tre contendenti, proprio come accadde nel 2020 (quando i concorrenti in lizza erano sei).
Nell’altro Comune con oltre 15mila abitanti, Lonato, i candidati sindaco erano solo due: in scia al doppio mandato di Tardani, il centrodestra si è imposto nettamente con Nicola Bianchi, che ha distanziato di 35 punti percentuali Davide Sigurtà, sostenuto dai partiti del centrosinistra e da una civica.
Detto delle due «capitali», occorre subito accennare al «caso» Travagliato. La sfida più avvincente di questa tornata si è risolta per 81 voti, quanti hanno distanziato il confermato Renato Pasinetti dal principale sfidante, il vicesindaco uscente Diego Bertozzi; molto più staccato Alberto Trainini, area centrosinistra. Nella contesa tutta interna al centrodestra (la Lega con Pasinetti, mentre Forza Italia, col «traino» Tironi, e Fratelli d’Italia erano con Bertozzi) il sindaco rieletto ottiene così una grande vittoria anche personale.
Altre nette conferme di sindaci del centrodestra, anche se nel logo delle loro liste non c’erano i simboli dei partiti, sono quelle di Lorenzo Olivari a Quinzano d’Oglio (nonostante non fosse più sostenuto dalla Lega) e di Stefano Sala a Capriano del Colle (ancorché senza il supporto di Fratelli d’Italia).
Conferme
Se il centrodestra, quindi, conquista sei fasce tricolori, il centrosinistra si deve accontentare di due segni del comando. I successi sono quelli ottenuti nella storica roccaforte di Roncadelle, dove l’uscente Roberto Groppelli stacca Paola Sempio di quasi 24 punti, e a Cellatica, dove il vicesindaco facente funzioni Marco Grassini, unico candidato, deve attendere la mattinata del secondo giorno di urne aperte per festeggiare il successo sul quorum del 40% e lo scampato pericolo di commissariamento.
Nei due paesi più piccoli tra quelli coinvolti in questa tornata, Magasa e Mura, si registrano curiosamente le uniche due affluenze in aumento rispetto alla precedente elezione comunale: sull’Alto Garda (dove c’erano tre canidati sindaco) è cresciuta del 2,90%, in Valsabbia (dove si arrivava da un commissariamento per la caduta della precedente Giunta) del 4,09%. A spuntarla sono stati Omar Venturini a Magasa ed Edoardo Teotti a Mura, entrambi alla guida di liste di connotazione civica.
I sindaci che andavano in cerca della conferma erano quattro: tutti ci sono riusciti, segno di apprezzamento per il loro operato. Venendo alle «quote rosa», erano quattro le candidate alla carica di sindaco, due delle quali a Rovato: proprio nella «capitale» della Franciacorta è stata eletta l’unica prima cittadina, Valentina Bergo.




