Se i soldi avessero una casa, probabilmente sarebbe il conto corrente. È lì che viene depositato lo stipendio, la pensione, bonifici; da li partono le uscite ed i pagamenti con la carta. E, soprattutto, è lì che possiamo controllare quanto abbiamo, quanto abbiamo speso e quanto ci resta da spendere. Aprire un conto corrente è semplice, ma scegliere quello giusto richiede attenzione: perché non tutti i conti costano allo stesso modo e non tutti sono pensati per le stesse esigenze.
Permette di gestire il proprio denaro
Il conto corrente è uno strumento bancario che permette di gestire il denaro e di effettuare numerose operazioni: dall’accredito dello stipendio o della pensione al pagamento delle utenze, dai bonifici ai prelievi, fino all’utilizzo di carte e servizi online. Si tratta di un vero e proprio contratto che stabilisce diritti e obblighi. Il denaro depositato resta a disposizione del titolare, secondo le condizioni previste dal contratto.
Ogni conto è identificato da coordinate bancarie. La più conosciuta è l’Iban (International Bank Account Number), il codice che permette di individuare in modo univoco un conto e che viene utilizzato per ricevere ed effettuare bonifici. L’Iban italiano è composto da 27 caratteri (i Paesi hanno lunghezze differenti: la Germania ne usa 22, la Francia 27, la Spagna 24) e contiene le informazioni relative al Paese, alla banca e al conto.
Come si apre un conto corrente
Aprire un conto corrente non è generalmente complicato. In banca sono normalmente richiesti un documento di identità valido, il codice fiscale e la firma del contratto. Anche i conti online seguono una procedura simile, ma l’identificazione avviene a distanza attraverso le procedure previste dalla banca. Il conto non è gratuito: prevede un canone periodico, costi per alcune operazioni e oneri legati ai servizi utilizzati.
Il primo errore da evitare è guardare solo il canone mensile. Il costo effettivo dipende da come utilizziamo il conto. Esistono conti a consumo, nei quali le spese aumentano con il numero delle operazioni; conti con franchigia, che prevedono un canone e un certo numero di operazioni gratuite; e conti a pacchetto, nei quali il canone comprende anche una serie di servizi aggiuntivi.
Per valutare il conto corrente e il relativo costo di gestione, più adatto alle proprie esigenze, è opportuno un confronto con un consulente. «Il principio è semplice - spiega il direttore generale di Bcc Agrobresciano, Giuliano Pellegrini -, il conto più conveniente non è necessariamente quello con il canone più basso, ma quello che costa meno rispetto alle operazioni che facciamo».
Cosa possiamo fare
Un conto corrente è molto più di un posto dove tenere i soldi - spiega il direttore generale -. Può servire per accreditare stipendio e pensione, effettuare bonifici, pagare le utenze, utilizzare carte di debito e credito, prelevare contante, emettere assegni e gestire i pagamenti attraverso internet banking, phone banking. Alcuni conti possono offrire anche servizi più specifici, come affidamenti, operazioni di investimento o trading. Per questo, prima di scegliere, è utile chiedersi quali servizi utilizzeremo: pagare per qualcosa che non serve non è mai un buon affare.
La sicurezza del conto corrente
C’è poi una domanda che prima o poi tutti si pongono: che cosa succede ai nostri soldi se la banca entra in difficoltà? Per i depositi bancari esiste un sistema di garanzia. In Italia le banche aderiscono al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che garantisce ciascun depositante fino a 100 mila euro, secondo le regole previste dal sistema di garanzia dei depositi. Il conto corrente non è uno strumento per far crescere il patrimonio. La sua funzione è gestire la liquidità, avere il denaro disponibile e movimentarlo in sicurezza.
L’estratto conto
C’è infine uno strumento semplice ma spesso sottovalutato: l’estratto conto. È la fotografia di ciò che è successo sul nostro conto: accrediti, pagamenti, prelievi, bonifici e saldo. Controllarlo significa non solo sapere quanti soldi abbiamo, ma avere uno strumento che riassume tutte operazioni di pagamento fatte. E conoscerne regole, costi e possibilità è il primo passo per evitare che siano i soldi, a fine mese, a farci una sorpresa.




