L'assemblea degli azionisti di Ubi Banca ha approvato il cambio di governance che prevede l'abbandono del sistema duale (con un consiglio di Gestione ed un consiglio di sorveglianza) e l'adozione del sistema monistico, con un unico cda composto da 15 membri, cinque dei quali per il Comitato di Controllo.
«Bulgaro», come nelle previsioni, l'esito del voto: la delibera per la modifica dello Statuto è stata approvata dal 99,8635% del capitale presente, contrario lo 0,1258%. Hanno partecipato al voto 973 azionisti in rappresentanza del 43,53% del capitale.
Ubi Banca, grazie alla riforma dello statuto, come ha dichiarato Moltrasio, diventa «tra le banche più moderne, con una governance pronta ad affrontare i mari tempestosi che ci aspettano» alla luce dell'attuale contesto politico e finanziario.
Assemblea straordinaria senza colpi di scena, le uniche scintille ci sono state col duro botta e risposta tra il socio Giorgio Jannone (dai cui esposti sono scaturite le indagini che hanno dato vita al processo di Bergamo che coinvolge i vertici di Ubi) che ieri ha citato alcuni articoli di stampa relativi a presunte sanzioni nei confronti della banca. Secca la replica di Moltrasio: «Ognuno risponde della verità di quello che dice e lei risponderà per quello che ha detto».



