Fino a metà anni Novanta le statistiche rilevavano a Capo Verde due capre per ogni abitante; poi quei numeri si sono favorevolmente invertiti a favore degli abitanti, grazie anche a un aeroplano che dal 16 giugno del 1996 imbarca turisti italiani a Bergamo, sbarcandoli all’aeroporto di Sal, intitolato a Amilcar Cabral, dal nome del nobile fondatore del Partito Africano per l’Indipendenza della Guinea e di Capo Verde, che aveva portato la Guinea-Bissau e le isole di Capo Verde all’indipendenza dal Portogallo.
L’intuizione di far conoscere Capo Verde ai turisti lombardi era stata dell’imprenditore bresciano Andrea Stefanina, insieme con il gruppo Faustini e la famiglia Pancini, che con Caboverdetime avevano creato il modello capoverdiano di business turistico dopo che altri operatori italiani in precedenza avevano proposto nell’oceano Indiano negli anni Settanta quelli delle Maldive e di Mauritius. Fu un altro successo – oltre che turistico, immobiliare - che continua oggi. E quello del 1996 fu un successo anche per l’aeroporto Caravaggio di Bergamo da cui, con il «takeoff» per Sal, prendevano il via le prime trasferte intercontinentali con conseguente grande afflusso di viaggiatori, sia nel turismo d’affari si in quello delle vacanze, nello scalo orobico.

La storia
Oggi 75enne, Andrea Stefanina, che sul Garda aveva sviluppato la sua attività di costruttore, racconta come è arrivato in mezzo all’Oceano Atlantico, a metà strada tra l’Equatore e il Tropico del Cancro «incerto se portare i turisti a Sal sarebbe stato o meno un successo, una scommessa difficile, quasi un’utopia». Ma se non si prova non lo si può sapere. E così la squadra bresciana decise di provare. Partita vinta. «Quell’intuizione – commenta l’ingegner Andrea Stefanina, fondatore di CaboVerdeTime – è diventata una solida realtà in costante crescita. E questo lo devo anche alle radici che hanno sviluppato la mia vita imprenditoriale basata sulla solidità del tessuto bresciano. È dalla nostra terra operosa, concreta, ma capace di guardare lontano, che ho infatti ereditato la tenacia per trasformare un’intuizione pionieristica in un legame indissolubile e duraturo tra la nostra provincia, laboriosa e fertile di idee e di progetti, ed il cuore dell’Atlantico in un posto bellissimo».

Una leggenda capoverdiana narra che, dopo aver creato l’universo, il Creatore si accorse di avere ancora dei piccoli frammenti di mondo sulla punta delle dita. Così, con un solo gesto, se li scrollò dalle mani. Di lì a poco apparvero dieci isole. Per i suoi abitanti (di cui il 93% pratica il cristianesimo), è questa la genesi di Capo Verde, un paradiso sperduto nell’immensità dell’Oceano Atlantico. A distanza di trent’anni dalla nascita del business targato Brescia, CaboVerdeTime si pone come pilastro per l’economia turistica di Sal, grazie a un portfolio differenziato e di proprietà, ma anche volano di nuove iniziative.
Il punto
«L’offerta attuale – rileva la società – spazia dalla ricettività alberghiera, rappresentata dalla proprietà e gestione diretta di Clubhotel Halos Casa Resort e Sobrado Boutique Hotel, alla proposta residenziale di pregio, che includerà a breve anche il nuovo complesso Avenida Suites». Alla gestione dell’offerta immobiliare e ricettiva di proprietà, si affiancano poi la commercializzazione di importanti strutture turistiche appartenenti a marchi alberghieri internazionali e le attività della divisione CaboVerdeTime Incoming, punto di riferimento per i servizi a terra a Sal e per la creazione di esperienze su misura. Tra queste la valorizzazione delle storiche Saline di Pedra de Lume, sito di archeologia industriale recuperato e capace oggi di trasformare un paesaggio lunare in una suggestiva esperienza di benessere a cielo aperto.
L’orgoglio
Il fondatore di CaboVerdeTime, Andrea Stefanina osserva che: «... Vedere oggi CaboVerdeTime tagliare il traguardo dei trent’anni è per me un’emozione profonda e un grande motivo di orgoglio. Quando questo progetto è nato, portare i turisti italiani a Sal poteva apparire una scommessa difficile, quasi un’utopia». Il calcio intanto si pone come sponsor delle isole: il pareggio di Capo Verde con la Spagna e le parate del quarantenne portiere Vozinha, che ha incassato 5 milioni di followers, sui social sono diventate lo sponsor migliore per l’ex colonia portoghese. Vedremo come finirà.



