Da questa domenica entrano in vigore le nuove regole sulla trasparenza retributiva, una svolta che cancella il segreto salariale in ufficio. Le aziende avranno l'obbligo di rendere pubblici i criteri per determinare gli stipendi, mentre i dipendenti acquisiranno il diritto di conoscere le medie salariali dei colleghi (divise per genere) che svolgono le stesse mansioni.
I sostenitori vedono nella riforma un'arma fondamentale per garantire l'equità e azzerare il gender pay gap, facendo emergere discriminazioni finora nascoste. Restano però forti resistenze culturali legate alla privacy sui guadagni, oltre a un problema pratico per le piccole e medie imprese: in team ridotti, infatti, le medie rischiano di far saltare l'anonimato dei singoli dipendenti, alimentando tensioni interne.


