«La decisione di chiudere è irrevocabile», dicono i vertici della Timken. «Si torni indietro e si apra il confronto», ribattono i sindacati e le istituzioni bresciane. «Siamo pronti ad aprire un tavolo», aggiunge il ministro del Lavoro, Andrea Orlando.
È un dialogo fra sordi, almeno per ora, la vertenza che riguarda la fabbrica di Villa Carcina. Lunedì la multinazionale americana, senza preavviso, aveva dato il benservito ai suoi 106 dipendenti, offrendo un anno di cassa integrazione per cessata attività. Il sindacato chiede, quanto meno, il ricorso agli ammortizzatori sociali ordinari, trenta mesi di contratto di solidarietà. Ieri pomeriggio, in municipio a Villa Carcina, c’è stato un incontro a distanza.



