Economia

Sport economy: Brescia è il quinto polo nazionale con 661 imprese

L’indagine è di Confartigianato. Eugenio Massetti: «Le Olimpiadi di Milano-Cortina sono un’opportunità per il sistema»
Angela Dessì
Attrezzatura sportiva
Attrezzatura sportiva

Anche la nostra provincia dà il suo contributo alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, importantissimo evento dal punto di vista sportivo ma, inutile negarlo, anche concreto volano per l’economia del territorio. E il contributo bresciano non è da poco, almeno stando ai numeri che emergono dall’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia, che collocano la nostra provincia al quinto posto in Italia per numero di imprese attive nella cosiddetta sport economy.

I numeri

Dati alla mano, nel bresciano operano 661 imprese nei settori dei prodotti e servizi per l’attività sportiva – dall’abbigliamento tecnico alle attrezzature, fino ai servizi specializzati – che danno lavoro a 1.433 addetti. Un dato che conferma Brescia tra i poli di eccellenza nazionali, accanto a Milano e Bergamo, in una filiera caratterizzata dalla forte presenza di micro e piccole imprese, spesso artigiane, cuore produttivo del sistema.

A livello regionale la Lombardia guida la classifica italiana con 5.816 imprese della sport economy, pari allo 0,6% del totale delle imprese, che occupano oltre 15.492 addetti. A livello nazionale, si osserva che il 99,5% delle imprese della sport economy ha meno di 50 addetti, confermando la forte prevalenza di micro e piccole imprese nel comparto.

All’interno della manifattura di prodotti per lo sport, inoltre, l’artigianato rappresenta il 45,5% delle imprese. L’artigianato dunque, in questo comparto, rappresenta quasi la metà delle imprese manifatturiere, a dimostrazione del ruolo centrale del saper fare artigiano nelle filiere legate a vario titolo allo sport.

Un’opportunità

«Milano-Cortina 2026 rappresenta un’opportunità concreta anche per il tessuto produttivo bresciano, che si conferma tra i più strutturati e competitivi a livello nazionale», commenta Eugenio Massetti, alla guida di Confartigianato Brescia e Lombardia. «Parliamo di imprese che producono valore reale: attrezzature, componenti, abbigliamento tecnico e servizi che rendono possibile un evento globale come le Olimpiadi» continua Eugenio Massetti che sottolinea come, accanto alla produzione ci sia poi «tutta la filiera dell’accoglienza, del turismo e dei servizi, che può intercettare nuove commesse e occasioni di crescita».

«I Giochi sono anche una grande vetrina internazionale: nei territori coinvolti, oltre la metà delle presenze turistiche è rappresentata da visitatori stranieri, e questo significa visibilità, attrattività e nuove occasioni di mercato per le nostre micro e piccole imprese, che hanno qualità e competenze per farsi conoscere ben oltre i confini locali» conclude il presidente Massetti per il quale oggi la vera sfida è «trasformare questa occasione in un’eredità duratura per il tessuto produttivo lombardo, rafforzando le filiere e accompagnando le imprese a cogliere fino in fondo le opportunità che un evento di questa portata può generare».

Dal sondaggio ci fine anno svolto da Confartigianato Lombardia emerge infatti che quasi una micro e piccola impresa su quattro tra quelle in grado di intercettare la domanda turistica vede nelle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 un’occasione di sviluppo, tra aumento delle commesse, maggiore visibilità internazionale e ricadute indirette su tutto il territorio provinciale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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