Economia

Poké, la bresciana Sideup venduta ai milanesi di Stay Hungry

Filippo Borra, uno dei tre soci della società: «Era la fine di un ciclo, ora guardiamo al settore hospitality e ricettivo». Sull’insegna dei tre locali in città, d’ora in poi, comparirà il marchio «I Love Poké»
Barbara Fenotti
Le poké di Sideup
Le poké di Sideup

«Mi fai un Sideup al salmone?». Quando nel marzo 2019 il poké, piatto tipico della cucina hawaiana con una base di carboidrati, una o più proteine e verdure, sbarcò in provincia grazie all’intuizione di alcuni giovani bresciano, nessuno sapeva bene di cosa si trattasse. «Inizialmente confondevano addirittura il nome del nostro marchio – Sideup per l’appunto, la prima realtà a commercializzare i poké a Brescia – con il prodotto» racconta Filippo Borra, uno dei tre soci della società insieme al fratello Tommaso e Stefano Linetti.

La vendita

Ma a distanza di diversi anni la ciotola di riso è diventata una moda, quasi iconica, tant’è che diversi ristoranti hanno aperto in varie parti della provincia. «Il mercato da prateria inesplorata si è saturato, con grandi catene a farla da padrone – spiega Borra –. Ci siamo perciò resi conto di essere alla fine di un ciclo».

Filippo Borra - © www.giornaledibrescia.it
Filippo Borra - © www.giornaledibrescia.it

Ecco quindi che in questi giorni è stata perfezionata la vendita a una società milaneseStay Hungry srl – del ramo operativo d’azienda di Sideup che si occupa del servizio di ristorazione e di vendita dei poké. La ragione sociale rimarrà nelle mani dei proprietari bresciani ma le tre sedi – la storica di via Branze e quella di via Solferino in città, nonché quella aperta a Rovato nel 2024 – e i 18 dipendenti saranno assorbiti dalla realtà meneghina già attiva nel campo del food retail. In poche parole non si comprerà più un pokè da Sideup ma sull’insegna dei tre locali comparirà d’ora in poi il marchio «I Love Poké».

Il bilancio

«Vedere scomparire il nostro brand ovviamente è triste, perché in questo progetto abbiamo investito tutti noi stessi, ma allo stesso tempo sentiamo che si chiude un ciclo. Abbiamo vissuto l’intera parabola del mercato del poké: dalla forte crescita iniziale, alla fase di sovraffollamento dell’offerta, fino al successivo assestamento della domanda – spiega Filippo Borra –. Oggi i piccoli operatori vengono progressivamente acquisiti e sul mercato italiano restano ormai pochi grandi player, sostanzialmente tre grandi gruppi».

La sede di via Branze - © www.giornaledibrescia.it
La sede di via Branze - © www.giornaledibrescia.it

Le cifre dell’operazione non sono state rese note ma per il team di imprenditori bresciani è di certo una fine del percorso più che positiva (il 2025 si è chiuso con un fatturato di circa 1.450.000). «Siamo riusciti a partire da un’idea e a costruire qualcosa che nel tempo ha acquisito valore. Al di là del risultato economico, però, ciò che ci resta di più sono i messaggi ricevuti dalle persone che hanno lavorato con noi – sottolinea –. Siamo stati in grado di creare un forte senso di appartenenza, come confermato dal turnover di personale sempre molto contenuto. È forse questo l’aspetto che ci rende più orgogliosi: sapere di aver costruito non soltanto un’azienda, ma una realtà capace di lasciare un segno nelle persone che ne hanno fatto parte».

Come detto, però, Sideup in quanto ragione sociale non scomparirà e i suoi titolari sono già orientati verso nuovi investimenti: «Ci stiamo muovendo per entrare nel settore hospitality e ricettivo» conferma Borra. Perché spesso la fine di una strada è solo l’inizio di un altro percorso.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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