È iniziato bene il 2012 per la siderurgia italiana, dopo un 2011 chiuso con una crescita dell’11%. Nei primi tre mesi dell’anno, infatti, come ha spiegato Giuseppe Pasini (presidente di Federacciai fino all’assemblea del 5 giugno), la produzione nazionale è stata pari a 7,4 milioni di tonnellate (+5,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).
L’Italia è quindi cresciuta in controtendenza rispetto agli altri paesi dell’Unione europea (la media europea è stata infatti negativa: -3,9%). Anche se siamo ancora lontani dai livelli pre-crisi (-11,3% rispetto al primo trimestre del 2008), i vertici di Federacciai sono soddisfatti per la continuità che sta caratterizzando la ripresa della produzione di acciaio italiano.
Ma le prospettive a breve termine non sono positive. “I consumi europei sono in continuo calo – ha detto Pasini – e, inoltre, la Cina non sta più crescendo come prima; lo scorso gennaio ero convinto che il 2012 si sarebbe chiuso, per la siderurgia italiana, sugli stessi livelli dell’anno scorso, mentre oggi non sono più così ottimista”.
Pasini, affiancato dal vicepresidente Nicola Riva e dal direttore generale Flavio Bregant, ha ricordato le criticità che vive il settore: su tutte, il presidente di Feralpi ha puntato il dito in particolare contro l’elevato costo dell’energia, “che ci penalizza rispetto ai nostri competitor: su questo tema, alcune affermazioni del ministro Clini sono state poco rispettose del ruolo degli imprenditori all’interno della società”.
Guido Lombardi
Siderurgia, l'anno in Italia comincia bene
Cresce la produzione italiana nei primi tre mesi dell’anno. Ma le prospettive per l’intero 2012 non sono positive.
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