Siccità e bacini idrici, l’agricoltura bresciana già con il fiato sospeso

Il Garda, contrariamente al Sebino, è in piena salute. Il più grande lago italiano si assesta su un livello di 123 centimetri sopra lo zero idrometrico, quando la media del periodo è intorno ai 100 cm. La scorta di risorsa idrica è insomma considerevole (l’indice di riempimento è al 91,4%) e non desta preoccupazioni in vista della stagione irrigua alle porte, al via il 1° aprile.
Attualmente, a fronte di un afflusso dal Sarca e dagli affluenti minori di circa 28 metri cubi al secondo, il deflusso è regolato a 14 metri cubi al secondo, appena sufficiente per garantire il minimo vitale al Mincio e l’ossigenazione dei laghi di Mantova.
Lavori in corso
«La situazione – dice Pierlucio Ceresa, direttore generale della Comunità del Garda – è buona. Da mesi il deflusso è al minimo per consentire l’esecuzione di opere idrauliche lungo l’asta del Mincio e alla diga di Salionze». Qui, a Valeggio, si sta provvedendo – grazie a un investimento di 22 milioni di euro, finanziato dal Pnrr e dal Ministero dell’Ambiente – alla messa in sicurezza sismica dello sbarramento e al rinnovo del sistema di regolazione dei deflussi, con la sostituzione delle paratoie installate tra il 1942 e il 1948.
«È un intervento in via di conclusione – annuncia Ceresa – con fine lavori programmata al 31 marzo. Il nuovo sistema consentirà di gestire deflussi fino a 200 metri cubi al secondo (un aumento significativo rispetto ai 150 mc/s raggiungibili oggi, ndr), permettendo manovre più rapide ed efficaci in caso di emergenza».
Agricoltura in allerta
Alle porte della stagione irrigua, l’andamento delle riserve idriche dei principali laghi del Nord Italia è ovviamente monitorato con attenzione dal mondo agricolo. Dopo l’utilizzo prioritario per gli usi civili e potabili, l’acqua dei laghi riveste infatti un ruolo fondamentale per l’irrigazione. È grazie a queste riserve che si possono garantire produzioni di qualità, continuità delle forniture alimentari e tutela del paesaggio rurale.

«Senza una corretta gestione dei livelli e delle erogazioni – sottolinea Coldiretti Brescia – il rischio è di compromettere rese, qualità e sostenibilità economica di molte aziende agricole del territorio». Le maggiori preoccupazioni arrivano dal Sebino. La presidente di Coldiretti Brescia Laura Facchetti rimarca che «la gestione dell’acqua non può essere lasciata al caso: servono dati chiari, scelte condivise e una visione che tenga insieme le esigenze dei cittadini e quelle dell’agricoltura. Il lago d’Iseo, in particolare, evidenzia una situazione che merita la massima attenzione».
Allarme Sebino
Preoccupazioni condivise da Confagricoltura Brescia. «Il lago d’Iseo – dichiara il presidente Giovanni Garbelli – era stato lasciato, a fine stagione irrigua, a circa 50 cm; ora il livello è intorno ai 7,3 cm, uno dei valori più bassi registrati negli ultimi anni. In pratica il lago è vuoto».
Il timore è che l’acqua non sia sufficiente a garantire i fabbisogni delle colture. La richiesta di Confagricoltura, già sottoposta agli assessori regionali Alessandro Beduschi (Agricoltura) e Giorgio Maione (Ambiente), è di «ridurre immediatamente i deflussi e riportare il più velocemente possibile il livello del lago almeno tra i 50 e i 70 cm, così da costruire una riserva minima in vista della stagione agricola».
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