Aumento degli stipendi del 5,1% tra 2026 e 2027 e dello 0,4% per i lavoratori a tempo determinato più continui, ma anche più permessi per l’assistenza ai familiari, più ore di permesso per i migranti e miglior garanzia di stabilità per i lavoratori stagionali. È con queste novità che giovedì notte, a Roma, i rappresentanti delle imprese agricole e i sindacati hanno sottoscritto l’accordo che rinnova il nuovo Contratto collettivo nazionale dei lavoratori agricoli e dei florovivaisti, scaduto lo scorso 31 dicembre.
Il rinnovo, per il quadriennio 2026-2029, interessa in Italia più di un milione di operatori e 170.000 imprese, e a Brescia 17.000 addetti e 9.000 imprese.
Sotto la lente
Il passaggio più rilevante riguarda come sempre i salari, per cui un primo miglioramento del 3,4% andrà a regime già da dopodomani, lunedì 1 giugno, mentre il restante 1,7% verrà riconosciuto dall’1 gennaio dell’anno prossimo. Elemento innovativo è l’aumento in busta paga dello 0,4% anche per i lavoratori a tempo determinato, che premierà chi sta lavorando nella stessa azienda da almeno tre anni con un minimo di 150 giorni annui.
«Il prossimo passo in questa direzione - spiegano dalla segretaria di Fai Cisl Brescia, Rossella Gazzaretti - spetterà invece alla contrattazione territoriale di secondo livello, per gli anni 2028-2029. Sottoscrivere il contratto prima dell’estate ha una grande importanza perché consentirà di godere dei nuovi benefici a tutta la platea di lavoratori agricoli, anche a quelli stagionali».
Proprio la tempestività del rinnovo a pochi mesi dalla sua scadenza è sottolineata anche dal segretario di Uila Brescia, Michele Saleri, che la vede come «Elemento di responsabilità e capacità di concertazione nel confronto tra le parti sindacali e datoriali. In fatto di miglioramenti del mensile - per Saleri - è bene ricordare che avranno più peso grazie alla detassazione prevista da quest’anno (dalla Legge di bilancio) per tutti gli aumenti contrattuali, grazie all’applicazione del 5% invece della normale Irpef».
Migranti e precari
Il Ccnl comunque non è solo buste paga. Passi in avanti riguardano anche il welfare e la stabilità dei contratti a tempo determinato. Nel primo caso l’accordo prevedere permessi aggiuntivi di 8 ore l’anno per l’assistenza a genitori non autosufficienti (per i tempo indeterminato) e di 4 ore l’anno a favore dei migranti (a Brescia sono il 45%) per lo svolgimento delle loro pratiche burocratiche. Per la stabilità dei contratti e della manodopera la novità è l’introduzione di una garanzia di durata del contratto fino a tre anni, anche se il lavoratore potrà decidere di rinnovare di anno in anno.
Il nuovo Ccnl riserva anche maggior attenzione ai casi di molestie e alla violenza di genere, e quindi da quest’anno le vittime potranno fruire dell’indennità prevista dall’articolo 24 del decreto legge 80/2015 anche se assunte con contratto determinato, comunque entro la scadenza di tale contratto.
Le reazioni
Per Coldiretti: «Questo accordo è un segnale positivo sul fronte della legalità e delle tutele in un’ottica di contrasto al caporalato. Garantire trasparenza, diritti e condizioni di lavoro dignitose significa infatti difendere non solo chi lavora nei campi, ma anche la qualità delle produzioni agroalimentari e il valore del Made in Italy».
Per Confagricoltura: «Sono molto positive le misure che vanno incontro alla difficoltà delle imprese nel reperire e soprattutto mantenere in servizio i lavoratori. Per questo si è prevista la possibilità di stipulare contratti a termine triennali, di sottoscrivere convenzioni per programmare assunzioni, e si è istituito un elemento aggiuntivo della retribuzione per i lavoratori a termine che proseguono nei rapporti di lavoro con la stessa azienda».


