Un momento di confronto con promessa di maggiore collaborazione da parte della politica, per affrontare i problemi che la normativa, soprattutto quella Europea, pongono alle aziende, Questo il risultato che è emerso dal convegno «Il comparto dell’ottone tra normativa e sviluppo industriale: rubinetterie, valvole e raccordi dopo le ultime modifiche legislative».
Organizzato dal comune di Lumezzane e Avr (Associazione italiana costruttori valvole e rubinetteria), ha visto la partecipazione di Pietro Almici, presidente di Anima Confindustria; Renato Brocchetta, vicepresidente di Avr, Stefano Borghesi, senatore capogruppo della Lega in commissione Finanze e Antonio Misiani, Responsabile economia del Pd e vicepresidente della Commissione Bilancio al Senato.

La geopolitica frena i mercati
Dopo il saluto del primo cittadino Josehf Facchini, Renato Brocchetta, è entrato nel vivo del problema, ricordando come «alle tante difficoltà geopolitiche devono aggiungersi le sempre crescenti disposizioni e restrizioni che l’Europa ci chiede di attuare.
Fondamentale è però che le nostre istituzioni si rendano conto che la nostra è una filiera strategica per l’Italia e per l’Europa e come tale va salvaguardata a livello nazionale ed europeo».
Pietro Almici, ha sottolineato come «siamo in momenti complicati in cui molti dei nostri mercati più importanti sono bloccati da guerre e sanzioni. In aggiunta, le norme restrittive portano maggiori costi per tutti». La politica ha risposto alle considerazioni avanzate dalle imprese, dicendosi disposta a collaborare per trovare l’equilibrio tra esigenze diverse, quali quelle industriali e quelle politiche.
Borghesi in particolare ha rimarcato come sedendosi insieme «si possano trovare le soluzioni. L’abbiamo fatto - ha detto -, per superare le difficoltà dell’export in Russia e Bielorussia, come sulla direttiva delle acque destinate ad uso umano.
Fermi gli obiettivi di tutela della salute pubblica, va resa sostenibile l’attuazione dal punto di vista industriale». Antonio Misiani, da parte sua, ha riconosciuto le difficoltà applicative di alcune norme europee e la necessità di intervenire per governare i tempi di applicazione, «fermo restando che sviluppo sostenibile e tutela dell’ambiente debbano essere le basi per ogni azione».



