Il percorso intrapreso nel marzo 2024 dalla Metalleghe mirava al risanamento finanziario e alla ristrutturazione del gruppo, con un inevitabile ridimensionamento dei volumi, mantenendo tuttavia la continuità aziendale. Obiettivi ambiziosi, su cui gravava una pesante posizione debitoria e che, per tutta una serie di complicazioni, non sono stati raggiunti: pochi giorni fa, il Tribunale di Brescia ha dichiarato la liquidazione giudiziale (la procedura concorsuale che ha sostituito il fallimento) della realtà di Flero. Tra i richiedenti risultano i revisori legali della società e la Procura della Repubblica.
«Presenteremo opposizione in Corte d’appello», annuncia la famiglia Dusi con il supporto del professionista Giammaria d’Amico. In estrema sintesi, secondo gli imprenditori bresciani i giudici non avrebbero tenuto sufficientemente conto dei passi avanti compiuti negli ultimi mesi e, soprattutto, «dei fattori geopolitici che stanno ritardando la cessione dell’attività produttiva in Bosnia Herzegovina a un investitore di Abu Dhabi e l’area industriale a degli operatori cinesi». Attraverso la vendita di questi asset, spiegano, in base al loro piano si sarebbero recuperati i fondi necessari (tra i 28 e 30 milioni di euro) a rimborsare una quota (meno del 30% del passivo totale) prescritta a favore dei creditori nel piano concordatario presentato lo scorso maggio.
Lo scenario
Il progetto dei Dusi poggiava anche sul proseguimento dell’attività svolta nel sito bresciano (lavorazione e vendita di metalli, nello specifico) attraverso l’affitto di un ramo d’azienda concesso dalla Metalleghe Spa alla Metalleghe Green Srl, newco costituita nel luglio 2025 da Guido Dusi (socio al 70%) e dalla figlia Silvia (30%) con un capitale sociale di 10mila euro e una ventina di lavoratori trasferitasi dalla società in crisi.
A prescindere dalla recente sentenza del Tribunale, la famiglia di imprenditori assicura che «la Metalleghe Green proseguirà il suo corso, anche a garanzia dei creditori». L’ultima parola spetta comunque al curatore (il professionista Pierangelo Seri) e al giudice delegato (Angelina Augusta Baldissera), che hanno tempo sessanta giorni per verificare i criteri di congruità e affidabilità della «nuova» società avviata dai Dusi.
Il punto
L’ultimo bilancio depositato dalla Metalleghe risale al 31 dicembre 2024. Allora la società giunta pochi giorni fa al capolinea, riportava un significativo calo dei ricavi, da 348,75 a 79,82 milioni di euro e una perdita di esercizio di 14,09 milioni, che si sommava a un «rosso» di addirittura 102,43 milioni registrato a fine 2023. Per effetto di questi risultati, il patrimonio netto del gruppo di Flero era in negativo per 23,81 milioni e la posizione debitoria pendente per 132,11 milioni (in gran parte verso il ceto bancario).
Il presidente Guido Dusi nella sua ultima Relazione della gestione, scrive che la società aveva predisposto un piano della durata di cinque anni, fondato su sei punti: la discontinuità nella governance, la rifocalizzazione del business aziendale sui segmenti con maggiore marginalità, l’efficientamento della struttura dei costi, la ripresa dell’attività industriale di Metalleghe Silicon (ossia il sito produttivo in Bosnia Herzegovina), la vendita di taluni asset non ritenuti più strategici e il possibile intervento di un finanziatore terzo a supporto del risanamento della società bresciana.
In quest’ottica nei mesi successivi, tra le altre operazioni effettuate, è stata perfezionata la cessione della partecipazione in Eurmeta (società francese) per 2,6 milioni di euro e quella in Remat Progressul (Romania) per 873mila euro. Non è comunque bastato per ricevere il benestare del ceto bancario, tant’è che la Metalleghe si è successivamente trovata costretta a rimodulare il suo piano di risanamento. Altre complicazioni si sono riscontrate anche con la controllata Forsteel di Offlaga. Guido Dusi, ciò nonostante e in seguito a un continuo confronto con i suoi legali si è sempre dichiarato ottimista nella prosecuzione dell’attività. Un giudizio evidentemente non condiviso dal Tribunale di Brescia, che venerdì ha accolto le richieste avanzate dai revisori e dalla Procura, decretando la liquidazione giudiziale della Metalleghe.




